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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2006 February;58(1):11-6

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Gestione della grave ostruzione vaginale da malattia del trapianto contro l’ospite (GVHD): diagnosi, tecnica chirurgica e follow-up

Costantini S. 1, Di Capua E. 1, Bosi S. 1, Chiodi S. 2, Spinelli S. 2

1 Department of Gynaecology and Obstetrics, S. Martino Hospital, University of Genoa, Italy 2 Department of Haematology, S. Martino Hospital, Genoa, Italy


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Obiettivo. La malattia del trapianto verso l’ospite (GVHD) rappresenta una delle complicanze sistemiche tardive più importanti del trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Le manifestazioni ginecologiche vengono considerate relativamente rare e coinvologono la cute e la mucosa delle basse vie genitali, provocando ulcerazioni vulvari, stenosi vaginale, influenzando la vita sessuale delle pazienti e portando a complicanze più gravi quali l’ematocolpo, l’ematometra e ascessi. La GVHD genitale lieve o moderata può essere trattata con terapia topica. L’intervento chirurgico è indicato nei casi avanzati e complicati, per restituire la normalità anatomica. L’obiettivo di questo studio è di proporre un approccio standard alla gestione di tale condizione quando la terapia medica risulta inefficace.
Metodi. Dal maggio 2000 al gennaio 2002, presso il nostro centro, sono state sottoposte ad intervento chirurgico 8 pazienti con GVHD genitale cronica. Verranno descritti la valutazione clinica ed ecografia prechirurgica, la tecnica chirurgica semplice o ecoguidata, il trattamento postchirurgico e il follow-up.
Risultati. In tutti i casi sottoposti ad intervento si è avuto il pieno successo, restaurando l’anatomia genitale. Il follow-up medio è stato di 17 mesi (6-38 mesi). Due pazienti hanno interrotto precocemente il trattamento postchirurgico. In 6 casi si è avuta pervietà vaginale completa a distanza di 1 mese, in 1 caso si sono avute aderenze parziali, 1 paziente ha rifiutato il follow-up. La pervietà vaginale completa è stata mantenuta in 2 pazienti, mentre in 5 casi sono comparse aderenze parziali.
Conclusioni. L’utilizzo combinato dell’esame clinico e dell’ecografia transvaginale fornisce una valutazione precisa del livello di ostruzione. La tecnica chirurgica qui descritta è semplice ed efficace nel restaurare la normale anatomia. I risultati a lungo termine sembrano correlati alla compliance verso il trattamento postchirurgico.

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