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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2005 October;57(5):545-50

lingua: Italiano

L'insufficienza ovarica prematura dopo chemioterapia in pazienti con neoplasie ematologiche

Marchesoni D., Driul L., Fruscalzo A., Santuz M., Calcagno A., Ianni A., Geromin A., Fanin R.


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Obiettivo. L'insufficienza ovarica prematura (premature ovarian failure, POF) può essere una conseguenza della chemioterapia in pazienti con patologie ematologiche sottoposte a trattamento antineoplastico. Lo scopo di questo studio è stato valutare se l'utilizzo degli analoghi del GnRH (a-GnRH) possa prevenire l'insorgenza di POF dopo chemioterapia.
Metodi. Dall'aprile 1996 al maggio 2002 sono state valutate 49 pazienti in età fertile sottoposte a chemioterapia per neoplasie ematologiche (linfoma di Hodgkin, linfoma non Hodgkin, leucemia acuta). È stata analizzata la funzionalità ovarica di 3 gruppi di pazienti (trattate con a-GnRH versus nessun tipo di protezione ed EP, EP versus nessun tipo di protezione) in termini di presenza del ciclo mestruale regolare e di dosaggi ormonali con un periodo di osservazione mediano di 40,7 mesi dal termine della chemioterapia; sono stati, inoltre, valutati altri possibili fattori correlati alla conservazione della funzionalità ovarica, quali l'età al momento della diagnosi, il tipo e la dose di chemioterapia somministrata. Per la valutazione della significatività dei dati ottenuti sono stati utilizzati il test x2 con correzione secondo Yates per la continuità e il test esatto di Fisher (P<0,05).
Risultati. Tutte le pazienti che hanno ricevuto il cotrattamento con a-GnRH hanno ripristinato un'adeguata funzione ovarica. Lo stesso si è verificato nel 75% delle pazienti a cui è stata somministrata EP e solo nel 59,3% delle pazienti che non hanno effettuato alcun tipo di terapia gonadoprotettrice. La differenza è risultata statisticamente significativa nel caso di terapia con a-GnRH versus nessuna protezione (P<0,05); non significativa, invece, nel caso di a-GnRH versus EP e di EP versus nessuna protezione.
Conclusioni. Gli a-GnRH somministrati all'inizio della chemioterapia hanno garantito il mantenimento della funzione ovarica e della fertilità in tutte le pazienti studiate. Anche l'aggressività della chemioterapia e l'età avanzata della paziente alla diagnosi influiscono negativamente sulla funzione gonadica dopo chemioterapia.

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