Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2005 Ottobre;57(5) > Minerva Ginecologica 2005 Ottobre;57(5):537-44

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4784

Online ISSN 1827-1650

 

Minerva Ginecologica 2005 Ottobre;57(5):537-44

 REVIEW

Sterilità femminile: il fattore tubarico

Palagiano A.

L'introduzione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) alla fine degli anni '70 ha dato una svolta alle richieste di genitorialità da parte delle pazienti portatrici di impervietà tubarica bilaterale o di grave danno tubarico irreversibile. Ancora oggi il fattore tubarico, insieme a quello maschile, rappresenta l'indicazione principale per un ciclo di procreazione assistita. Il risultato di questi trattamenti di fecondazione in vitro (FIV) non si discosta significativamente da quello di altre indicazioni. Fanno eccezione le donne affette da idrosalpinge, in cui il tasso di gravidanza dopo PMA risulterebbe significativamente più basso rispetto ai gruppi di controllo. Inoltre, in queste pazienti, la percentuale di abortività sarebbe più alta.
Al di là delle varie ipotesi formulate, non è ancora ben chiaro quale sia il meccanismo che ostacola l'impianto. Vi è, invece, univocità di pareri sull'eliminazione chirurgica, o in alternativa, sull'isolamento o sullo svuotamento della raccolta salpingea prima dell'induzione farmacologia alla poliovulazione. La salpingoplastica dovrebbe essere riservata solo alle pazienti con danno tubarico circoscritto alla porzione distale e con integrità della mucosa.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina