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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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REVIEW  GRAVIDANZA


Minerva Ginecologica 2005 Agosto;57(4):423-34

lingua: Inglese

Infection in the prediction and antibiotics in the prevention of spontaneous preterm labour and preterm birth

Lamont R. F., Sawant S. R.


PDF  ESTRATTI


Le nascite pretermine rappresentano la causa maggiore di mortalità e morbilità neonatale nei paesi sviluppati. Le infezioni sono una causa importante del travaglio pretermine rappresentando circa il 40% dei casi. Le donne con alterazioni della flora batterica del canale vaginale determinate con esame batteriologico delle secrezioni vaginali durante la gravidanza presentano un rischio maggiore di aborti tardivi o parti pretermine. Quanto più precocemente nella gravidanza si è verificato il travaglio pretermine, tanto più probabilmente questo evento è dovuto a manifestazioni o stimoli patologici di tipo infettivo. Tanto più precocemente viene diagnosticata un'anomalia della flora batterica vaginale, tanto più grande è il rischio di un successivo esito avverso di tipo infettivo. Anche quando l'anomalia della flora batterica vaginale viene diagnosticata precocemente nella gravidanza e successivamente c'è un ripristino delle condizioni di normalità, è presente un rischio maggiore di esiti avversi di tipo infettivo rispetto alle donne in cui la flora batterica vaginale è sempre risultata normale. Di conseguenza, gli antibiotici che normalmente sono usati in gravidanza per il trattamento delle alterazioni patologiche della flora batterica vaginale dovrebbero essere usati in gravidanza prima che la risposta infiammatoria abbia determinato una danno tessutale irreversibile. In passato gli studi condotti sugli antibiotici non hanno presentato risultati positivi perché gli antibiotici sbagliati sono stati somministrati a gruppi di pazienti non idonei e troppo tardi nella gravidanza. Tre studi recenti randomizzati controllati hanno dimostrato che la clindamicina usata nelle fasi precoci della gravidanza anche nelle donne a basso rischio di parto pretermine può ridurne il rischio del 40-60%.

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