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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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  TUMORE DELLA MAMMELLA


Minerva Ginecologica 2005 June;57(3):269-92

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Diagnosi precoce del tumore della mammella

Foti E., Mancuso S.


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Il cancro della mammella è il tumore femminile più frequente nei Paesi industrializzati. La frequenza di cancro della mammella aumenta rapidamente con l'età, con un aumento progressivo fino ai 50 anni, il periodo menopausale, una stasi tra i 60 e i 65 anni, mentre dopo i 65 anni l'incidenza continua a crescere fino a tarda età, seppur lentamente. Effettuare programmi adeguati di prevenzione e conseguenti diagnosi precoci significa identificare fattori di rischio per il carcinoma della mammella, ancora non del tutto conosciuti. Alcuni agiscono tramite meccanismi ormonali o sono favoriti da particolari condizioni endocrine. Sono stati effettuati numerosi studi epidemiologici per identificare fattori di rischio associati al carcinoma della mammella.
Il cancro della mammella è una neoplasia progressiva che, diagnosticata in uno stadio iniziale, presenta una migliore prognosi con maggiore possibilità di successi terapeutici.
La premessa indispensabile per effettuare una diagnosi precoce è la possibilità di diagnosticare il tumore prima che diventi palpabile. Questo si realizza attraverso il cosiddetto screening, rivolto a tutti i soggetti asintomatici per permettere la diagnosi precoce di neoplasie occulte o non clinicamente evidenti.
Le donne a basso rischio dovrebbero sottoporsi annualmente a mammografia ed esame clinico dai 40 anni di età e dovrebbero essere informate circa i benefici, le limitazioni e i potenziali rischi associati a uno screening regolare.
Tutte le donne dovrebbero essere informate che l'incidenza del tumore della mammella è molto bassa nelle donne giovani e aumenta con l'aumentare dell'età.
Lo screening mammografico nelle donne con età superiore ai 65 anni dovrebbe essere personalizzato in termini di qualità e aspettativa di vita. Se una donna è in buona salute e potrebbe beneficiare di un possibile trattamento dovrebbe continuare a sottoporsi a uno screening annuale. Al contrario, se l'aspettativa di vita è inferiore ai 3 anni e se esistono gravi limitazioni funzionali e multiple patologie associate, potrebbe essere appropriato considerare di non sottoporsi a screening. L'età cronologica da sola non può essere presa in considerazione per non effettuare lo screening.
Le donne che presentano un rischio elevato di sviluppare un carcinoma della mammella dovrebbero beneficiare di strategie di screening addizionali rispetto a donne a basso rischio, come, per esempio, iniziare lo screening a un'età più precoce, eseguirlo a intervalli più brevi o con modalità diverse rispetto alla mammografia e all'esame fisico (come la risonanza magnetica). Anche se, al momento, non esistono dati per giustificare approcci di screening diversi, è importante identificare le donne a elevato rischio di sviluppare un tumore della mammella.
Settori di studio per ricerche future sullo screening del carcinoma della mammella includono la possibilità di diagnosticare i tumori aggressivi rispetto ai non aggressivi, di identificare migliori metodi di screening per donne ad alto rischio, di conoscere l'impatto della terapia sostituitiva ormonale sulla densità mammaria, di chiarire il ruolo dell'esame fisico nella diagnosi del cancro e aumentare l'efficacia della mammografia.

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