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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2005 April;57(2):165-70

lingua: Italiano

Preeclampsia ed elevati livelli sierici di omocisteinemia

Maruotti G., Del Bianco A., Amato A. N., Lombardi L., Fulgeri A. M., Pietropaolo F.


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Obiettivo. La preclampsia, sindrome che può insorgere nella seconda metà della gravidanza e caratterizzata essenzialmente dalla presenza di, singolarmente o variamente combinati, tre sintomi, edemi, proteinuria ed ipertensione, ha un'incidenza che varia fra il 5-7% e il 25%. Sembra che l'elemento che determina l'inizio e la prosecuzione della sindrome viene individuato nella placenta e in particolare in alterazioni strutturali e funzionali del sincizio trofoblasto. Inoltre in letteratura numerosi sono gli studi che hanno evidenziato un danno endoteliale come elemento chiave del meccanismo patogenetico dell'EPH-gestosi e di recente un ruolo importante viene attribuito ad una condizione di iperomocisteinemia.
Metodi. Sono stati presi in esame campioni di sangue ottenuti da 30 pazienti primigravide con gravidanza giunta a termine e a decorso fisiologico prelevati entro 1 settimana dal parto e da un analogo numero di gestanti primigravide ricoverate perché affette da preeclampsia.
Risultati. I livelli di omocisteina rilevati sono stati significativamente più alti nelle donne con preeclampsia (8,8±2,7 mmol/l) rispetto al gruppo di controllo (4,1±1,8 mmol/l) (P < 0,05). I valori di ematocrito, rilevati il giorno del prelievo, non hanno presentato particolari differenze nei due gruppi.
Conclusioni. La nostra ricerca, effettuata su pazienti gravide a termine di una gravidanza fisiologica e senza malattie intercorrenti e su primigravide con preclampsia giunte alla nostra osservazione al momento del parto e con anamnesi negativa per ipertensione cronica, diabete o altro, ha posto in evidenza una concentrazione di omocisteina elevata nelle primigravide con preclampsia in prossimità del parto.

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