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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2005 Aprile;57(2):141-52

lingua: Italiano

Trattamento del carcinoma della cervice uterina stadio IIIB. Confronto tra radioterapia, chemio-radioterapia concomitante e chemioterapia neoadiuvante

Maneo A., Colombo A., Landoni F., Colombo A., Villa A., Mangioni C.


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Obiettivo. L'obiettivo di questo studio è valutare l'efficacia di radioterapia esclusiva, radioterapia concomitante a chemioterapia e chemioterapia di prima istanza nel trattamento del tumore della cervice uterina in stadio FIGO IIIB.
Metodi. Dal gennaio 1981 al dicembre 2001 sono state osservate 94 pazienti con tumore della cervice uterina in stadio FIGO IIIB. Trenta pazienti (32%) sono state trattate mediante radioterapia esclusiva, 20 (21%) con radioterapia e chemioterapia radiosensibilizzante e 44 (47%) con chemioterapia primaria, di cui successivamente 2 (4%) hanno sviluppato una progressione neoplastica, 28 (64%) sono state sottoposte a chirurgia e 14 (32%) a radioterapia.
Risultati. Dopo un monitoraggio mediano di 69 mesi la sopravvivenza a 5 anni era per i 3 gruppi rispettivamente del 23%, 36% e 26% (p=0,7). Sono suggestive di una differenza per la sopravvivenza la dose di irradiazione al punto A maggiore di 60 Gy (sopravvivenza a 5 anni del 31% contro il 18%, p=0,8) e l'impiego di brachi-radioterapia (sopravvivenza del 33% contro il 23%, p=0,4) nelle pazienti irradiate. Lo stato linfonodale radiologico risulta l'unico fattore di rischio statisticamente significativo (p=0,001). Sebbene non significativo, il coinvolgimento della vagina risulta un fattore rilevante per la sopravvivenza (p=0,1). Le pazienti trattate con chemioterapia concomitante a radioterapia presentano un vantaggio in termini di sopravvivenza libera da malattia a 5 anni rispetto agli altri gruppi terapeutici (45% contro il 27% del gruppo 1 e il 30% del gruppo 3, p=0,4).
Conclusioni. La chemioterapia in prima istanza, anche quando consente la successiva istanza chirurgica, non offre vantaggi di sopravvivenza rispetto alle pazienti irradiate. Fra queste ultime, la chemioterapia concomitante a scopo radiosensibilizzante sempre migliorare al sopravvivenza libera da malattia.

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