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Minerva Ginecologica 2004 October;56(5):379-84

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Aborti spontanei ricorrenti e iperomocisteinemia

Del Bianco A., Maruotti G., Fulgieri A. M., Celeste T., Lombardi L., Amato N. A., Pietropaolo F.


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Obiettivo. L'aborto precoce ricorrente viene definito come un numero di aborti spontanei consecutivi non inferiori a 2 entro la 16ª settimana di amenorrea ed è una patologia gravidica di notevole interesse. Importanti elementi causali sono stati identificati oltre che nella trombofilia ereditaria, in quanto la compromissione del sistema vascolare di supporto della placenta determina in tali casi un deficit di funzione e di sviluppo della placenta stessa, con conseguente perdita del prodotto del concepimento, anche in una condizione di iperomocisteinemia, che determinerebbe un danno dell'endotelio vascolare; l'iperomocisteinemia rappresenta inoltre un fattore di rischio per malattie trombotiche sia arteriose che venose anche al di fuori della gravidanza.
Metodi. Abbiamo preso in esame 40 pazienti giunte alla nostra osservazione per aborti ricorrenti inspiegati (almeno 2 aborti consecutivi entro la 16° settimana di amenorrea) e un analogo gruppo di controllo costituito da pazienti che avevano avuto almeno 1 parto spontaneo con figlio vivo e nessun aborto spontaneo, morte fetale o distacco placentare nella loro anamnesi ostetrica.
Risultati. I livelli medi della concentrazione totale di omocisteina da noi rilevati sono stati significativamente differenti tra i 2 gruppi (p¾0,05). Nel gruppo di controllo, i valori di omocisteina plasmatica sono risultati di 10±4 mmol/L, che corrisponde al range di normalità, mentre nel gruppo delle pazienti con aborto ricorrente i valori rilevati sono stati di 21±6 mmol/L, valori certamente elevati se si tiene anche presente che nel I trimestre di gravidanza i livelli di omocisteina si riducono, raggiungendo il valore più basso durante il II trimestre. In particolare l'iperomocisteinemia è stata riscontrata nel 25% (10) delle donne con aborto precoce e inspiegato.
Conclusioni. Una condizione di iperomocisteinemia come conseguenza di un'interazione fra un difetto genetico primario e uno stato nutrizionale (deficit dei folati) può essere alla base di aborti ricorrenti. In tali casi quindi dovrebbe essere ricercata un'eventuale condizione di iperomocisteinemia e potrebbe essere una combinazione di acido folico e vitamina B6, trattamento non teratogeno, utile a determinare una restaurazione del quadro metabolico e favorire quindi un esito fausto della gravidanza.

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