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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2004 April;56(2):149-54

lingua: Italiano

Risultati preliminari dello studio epidemiologico Italiano sulle vulvovaginiti

Boselli F., Chiossi G., Garutti P., Matteelli A., Montagna M. T., Spinillo A.


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Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro era di valutare la prevalenza delle infezioni vulvo-vaginali e l'atteggiamento diagnostico di 158 ginecologi, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Metodi. Sono state esaminate 1644 pazienti in età fertile con età media di 32,4±7,8 anni. In relazione ai parametri prestabiliti è stata fatta una diagnosi presunta in 902 (55,4%) casi e una diagnosi definitiva in 1439 (87,5%) casi.
Risultati. I risultati delle diagnosi definitive sono stati i seguenti: 844 (51,3%) pazienti affette da vulvovaginite micotica; 327 (19,9%) affette da vaginosi batterica; 110 (6,7%) affette da trichomoniasi; 100 (6,1%) affette da vaginite batterica aspecifica; 58 (3,5%) affette da vaginite non infettiva. La tipizzazione delle infezioni micotiche è risultata positiva per Candida albicans in 459 (78%) casi.
Conclusioni. Dal presente studio è emerso che: 1) soltanto per mezzo degli accertamenti microbiologici si è potuto stabilire una diagnosi definitiva nella maggior parte delle 702 pazienti che non avevano avuto una diagnosi presunta; 2) la diagnosi di infezione micotica è stata sottostimata; 3) la Candida albicans, nel nostro paese, è il patogeno più frequente delle infezioni micotiche vulvovaginali. In conclusione, si evidenzia l'importanza del ricorso agli esami microbiologici nell'attività ginecologica ambulatoriale per la diagnosi di patologia infettiva genitale.

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