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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2003 Ottobre;55(5):425-40

ATTUALITÀ SULLA INFERTILITÀ 

 REVIEW

Polycystic ovary syndrome and ovulation induction

Yildiz B. O., Chang W., Azziz R.

La sindrome dell'ovaio policistico verosimilmente rappresenta la causa più comune di infertilità anovulatoria. Nonostante siano disponibili diverse opzioni per l'induzione dell'ovulazioni in queste pazienti, attualmente non esiste alcun algoritmo basato sulle evidenze sperimentali, al fine di guidare le scelte iniziali e successive dei metodi di induzione dell'ovulazione. Nelle pazienti obese affette dalla sindrome dell'ovaio policistico, una perdita di peso di grado lieve o moderato determina un miglioramento della disfunzione ovulatoria e dovrebbe essere suggerita nelle fasi iniziali della valutazione. Attualmente il clomifene citrato rappresenta la terapia medica di prima linea per l'induzione dell'ovulazione. I glicocorticoidi non determinano l'ovulazione e presentano significativi effetti collaterali. Il trattamento mediante somministrazione pulsatile di GnRH esogeno comporta bassi tassi di ovulazione e di gravidanza, in presenza di un elevato rischio di aborto. Gli agenti farmacologici più frequentemente utilizzati per l'induzione dell'ovulazione nelle pazienti affette da sindrome dell'ovaio policistico e resistenti al clomifene sono rappresentati dalle gonadotropine per via parenterale. Sono disponibili diverse preparazioni a base di gonadotropine e sono disponibili diversi protocolli; tuttavia all'utilizzo delle gonadotropine è associato un elevato rischio di gravidanza multipla e di iperstimolazione ovarica. La frequente associazione tra sindrome dell'ovaio policistico e resistenza all'insulina ha promosso lo sviluppo di studi recenti circa l'utilizzo degli agenti ad azione sensibilizzante nei confronti dell'insulina come adiuvanti nelle convenzionali terapie di induzione dell'ovulazione. In generale, il miglioramento nell'induzione dell'ovulazione con i farmaci ad azione sensibilizzante nei confronti dell'insulina è modesto e sussistono problemi irrisolti, come la variabilità nella risposta ovarica, da affrontare negli studi futuri. Nonostante ciò, questi farmaci si potrebbero rivelare utili in un sottogruppo di pazienti affetti da sindrome dell'ovaio policistico. I metodi di induzione chirurgica dell'ovulazione, come la diatermia ovarica, hanno mostrato una discreta efficacia. Tuttavia, a causa dei rischi associati all'intervento e degli sconosciuti effetti a lungo termine a carico della potenzialità riproduttiva, questa metodica dovrebbe essere riservata a quelle pazienti che sono resistenti al clomifene e che non possono o non vogliono essere sottoposte alla terapia con gonadotropine.

lingua: Inglese


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