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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2003 June;55(3):209-16

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Statin therapy in the heart and estrogen/progestin replacement study

Daniel K. R., Herrington D. M.


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Obiettivo. Sono stati condotti diversi studi mirati alla definizione di una prevenzione secondaria per le donne in età postmenopausa affette da patologia cardiaca di tipo coronarico. È verosimile che il trattamento mediante inibitori dell'enzima idrossi-metil-glutaril-coenzima A reduttasi (le statine) sia di beneficio per queste pazienti. Tuttavia, i risultati degli studi clinici finora condotti sono contraddittori. Inoltre, è possibile che si verifichino importanti interazioni tra le statine e la terapia ormonale sostitutiva, le quali potrebbero complicare un approccio terapeutico di questo tipo.
Metodi. Nel corso di una analisi post hoc nello studio sul cuore e la terapia ormonale sostitutiva con estro-progestinici, le pazienti in terapia con le statine sono state confrontate con le pazienti che non ne facevano uso. Le pazienti in esame sono state assegnate con criterio casuale a un gruppo trattato con terapia ormonale sostitutiva o a un gruppo trattato con placebo. La terapia a base di statine non è stata sottoposta a controllo da parte degli sperimentatori, ma poteva essere stata prescritta dai medici di base che avevano in cura le pazienti. L'utilizzo delle statine è stato monitorato per tutta la durata dello studio. La prognosi primaria era rappresentata dalla combinazione dei casi di infarto miocardico e dei casi di decesso da patologia cardiaca di tipo coronarico, con la mortalità di qualsiasi origine e il tromboembolismo venoso come misure di prognosi secondaria.
Risultati. Nella situazione di partenza, 1004 pazienti assumevano una statina, con 1234 pazienti assegnate con criterio casuale al gruppo trattato con terapia ormonale sostitutiva e 1237 pazienti assegnate al gruppo trattato con placebo. L'utilizzo iniziale di statine é risultato essere associato a tassi meno elevati per quanto riguarda la prognosi primaria (infarto miocardico o patologia cardiaca di tipo coronarico a esito fatale, RH=0,78, intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,61 e 0,99, p=0,044), e la mortalità di qualsiasi origine (RH=0,74, intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,56 e 0,99, p=0,04). La terapia a base di statine è risultata essere associata a una ridotta incidenza di tromboembolismo venoso sia nel gruppo trattato con terapia ormonale sostitutiva che in quello trattato con placebo. Gli effetti negativi della terapia ormonale sostitutiva sulla prognosi primaria, che erano stati osservati nel corso del primo anno di trattamento, sono risultati essere molto ridotti nelle pazienti che assumevano statine fin dall'inizio dello studio, e non hanno più mostrato alcuna significatività (RH=1.34, intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,63 e 2,86, p=0,45).
Conclusioni. I dati forniti dallo studio sul cuore e la terapia ormonale sostitutiva con estro-progestinici promuovono l'utilizzo delle statine per la prevenzione secondaria nelle donne in età postmenopausa con anamnesi positiva per malattie cardiovascolari. Le statine possono limitare l'aumentato rischio di accidenti cardiovascolari in corso di terapia ormonale sostitutiva.

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