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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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CASI CLINICI  


Minerva Ginecologica 2003 February;55(1):81-6

lingua: Italiano

Mutazione del fattore V di Leiden. Esito positivo di una gravidanza dopo terapia con eparina

Mazzarella C. R., Del Bianco A., Pietropaolo F.


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Numerosi studi in Letteratura evidenziano la possibile correlazione significativa tra patologie tromboemboliche materne di varia origine, come la mutazione del fattore V Leiden e l'insorgenza di patologie gestazionali. La principale causa di malattie tromboemboliche è da ricercare nelle coagulopatie ereditarie. Le predisposizioni genetiche più comuni comprendono deficit a trasmissione autosomica dominante di alcuni fattori emocoagulativi, quali l'antitrombina III (AT III), la proteina C (PC), la proteina S (PS), la mutazione G20210A del fattore II, l'iperomocistinemia e la resistenza della proteina C attiva (PCA), dovuta alla mutazione del fattore V di Leiden. I tromboembolismi materni come espressione di coagulopatie ereditarie possono associarsi ad una elevata morbosità e mortalità materna e fetale. A tutt'oggi non è possibile effettuare uno screening ad ampio raggio, tuttavia le pazienti con precedente storia di trombosi venosa profonda, storia familiare di tromboembolismi o altro, dovrebbero almeno essere sottoposte ad esami più approfonditi. Il caso da noi descritto è un esempio di come sia la conoscenza da parte della paziente del proprio stato di portatrice per la mutazione del fattore V di Leiden, sia la terapia profilattica eseguita ed il frequente monitoraggio materno e fetale, ha permesso di evitare il ripetersi degli eventi drammatici occorsi durante la prima gravidanza.

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