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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2002 October;54(5):417-34

lingua: Italiano

Il corionangioma placentare

Rech F., Salernitano D., Patella A.


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Il corionangioma, un tumore primitivo benigno a prevalente partecipazione vascolare, si osserva nell'1% delle placente sottoposte ad attento e sistematico esame istopatologico. Molto più rare sono viceversa le forme clinicamente rilevanti, ovvero suscettibili di associarsi a complicanze quali il polidramnios, il parto pretermine, la IUGR, l'anemia, lo scompenso cardiaco congestizio del feto, l'idrope fetale non immune, la mortalità perinatale. Il corionangioma si presenta in genere di consistenza aumentata rispetto ai tessuti limitrofi, singolo, rotondeggiante, di colorito rosso-bruno; si localizza preferenzialmente sul versante fetale del disco placentare e può protrudere nella cavità amnio-coriale; il volume è variabile (raramente il diametro massimo supera comunque i 4-5 cm). Dei 3 istotipi noti di corionangioma (angiomatoso, cellulare, degenerativo), il primo risulta essere il più insidioso: il letto vascolare intratumorale rappresenterebbe infatti uno shunt artero-venoso nella circolazione sistematica del feto ­ talvolta all'origine di drammatiche conseguenze emodinamiche ­ nonché uno spazio morto funzionale (il sangue cortocircuitato attraverso il circolo del neoplasma verrebbe deprivato della possibilità di adeguati scambi gassosi e metabolici a livello dei villi terminali). Conosciuto fin dal lontano 1798, il corionangioma è stato oggetto negli ultimi anni di rinnovato e crescente interesse per i seguenti motivi: 1) possibilità di diagnosi prenatale, già interdetta agli Autori delle precedenti generazioni, in seguito all'avvento di tecniche strumentali quali l'ecografia e la flussimetria; 2) acquisizione di nuove conoscenze in tema di fisiopatologia del tumore e di eziopatogenesi delle sue principali complicanze; 3) affinamento delle capacità prognostiche e contestuale miglioramento delle prospettive di un corretto management; 4) allargamento sensibile del ventaglio delle opzioni terapeutiche disponibili.

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