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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2002 October;54(5):403-16

Fare tecnico ed agire etico nelle biotecnologie della riproduzione

Romano L., de Conciliis B., Liguori M., Roseto V.


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Obiettivo. Il significativo e costante progresso delle biotecnologie applicate alla sterilità ed alla infertilità induce una approfondita riflessione circa le problematiche bioetiche. L'analisi della sola dimensione biologica, circa i risultati ottenuti e le prospettive auspicabili o preventivabili, si riduce prevalentemente con il sottacere la dimensione antropologica a cui, e gli Autori ne sottolineano il fondante rilievo, bisogna comunque fare riferimento sia nell'ambito della ricerca di base o applicata che nella prassi assistenziale. L'obiettivo che si prefigge l'articolo è di procedere all'analisi bioetica dei temi più significativi della fecondazione artificiale e della procreazione assistita, sottoponendo ad una valutazione antropologica gli aspetti tecnici maggiormente caratterizzanti sia le biotecnologie procreatiche che le prospettive della ricerca in tale settore.
Metodi. L'analisi bioetica usata come metodo di studio e di ricerca si è avvalsa di argomentazione strutturata mediante la valutazione della dimensione scientifica, antropologica e giuridico-deontologica, in un'ottica interdisciplinare. La definizione della norma etica, propugnata dagli Autori, è stata dedotta, pertanto, dall'analisi della molteplicità delle dimensioni in questione in ragione di modelli bioetici di riferimento. In particolare gli Autori analizzano i temi in oggetto attraverso il modello del personalismo ontologicamente fondato che, sempre secondo argomentazione razionale, prospetta ed evidenzia norme etiche, sia per quanto riguarda la ricerca di base e applicata che per quanto riguarda le applicazioni assistenziali, versus modelli come il sociologismo morale, il biologismo, l'evoluzionismo morale, il contrattualismo. Si è proceduto dapprima alla definizione del fare tecnico e dell'agire etico caratterizzando la necessità di una diretta correlazione. Successivamente con la riflessione in merito alle tecniche di fecondazione artificiale si è posta una distinzione tra fecondazione artificiale e procreazione assistita sottolineando la differenza concettuale, e quindi comportamentale ed etica, tra dimensione sostitutiva propria della fecondazione artificiale, e dimensione facilitativa o di aiuto senza sostituzione della procreazione appunto definita come assistita. Inoltre sono stati definiti gli ambiti della dialettica sullo statuto ontologico e biologico dell'embrione, aspetto ineludibile per una corretta e possibilmente esaustiva analisi dello studio, mediante il ricorso sia alle evidenze della biologia che dell'antropologia ontologista.
Risultati. La valutazione delle tesi addotte a favore della procreazione assistita versus la fecondazione artificiale, del fare tecnico in sintonia con l'agire etico, del riconoscimento dell'embrione come persona (definendo il relativo statuto biologico ed ontologico), del figlio come soggetto e non come oggetto, della ricerca guidata da rigorosi fondamenti etici che pongano la dignità della persona e dell'embrione al centro di qualsiasi procedura costituiscono i principali risultati.
Conclusioni. Tali sono anche le conclusioni cui pervengono gli Autori, in sintonia con il modello bioetico del personalismo ontologicamente fondato.

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