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Minerva Ginecologica 2002 August;54(4):297-308

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Screening e trattamento della displasia cervicale intraepiteliale (CIN) nelle pazienti HIV-positive

Ferrero S., Arena E., De Masi E., Biasotti B., Fulcheri E., Bentivoglio G.


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Obiettivo. Determinare: 1) se la patologia è correlabile al grado di immunodepressione, 2) se esiste una relazione tra patologia e terapie antiretrovirali, 3) se il Pap test è rappresentativo dei riscontri colposcopici e istologici, 4) se dopo le cure ginecologiche routinarie la patologia progredisce rapidamente.
Metodi. Studio retrospettivo. I parametri immunologici, ginecologici e virologici sono stati ottenuti dalle cartelle cliniche o dalle analisi di laboratorio.
Risultati. Alla prima visita il Pap test è risultato normale nel 43,7% delle donne, 8,4% delle pazienti avevano alterazioni di carattere reattivo e riparativo, 2,8% cellule squamose atipiche di significato indeterminato, 33,8% lesioni intraepiteliali squamose di basso grado e 11,3% lesioni intraepiteliali squamose di alto grado. Le pazienti con normale Pap test avevano un numero di CD4 (318±191 cellule/mL) più alto rispetto alle pazienti con lesioni squamose intraepiteliali (297±116 cellule/mL) ma la differenza non è risultata statisticamente significativa (test di Mann-Whitney). La distribuzione della displasia cervicale è risultata indipendente dal tipo di terapia antiretrovirale effettuata (test del chi quandro). Sensibilità e specificità del Pap test nel riconoscere la CIN sono state 94 e 80%. Il 22% delle donne trattate chirurgicamente ha avuto persistenza o ricorrenza della patologia.
Conclusioni. Le basse conte dei CD4 non sono predittive della presenza di displasia cervicale. Tutte le donne HIV-positive, indipendentemente dalle loro condizioni immunologiche e cliniche, necessitano di regolari Pap test con appropriato follow-up per i casi di anormale citologia cervicovaginale, questo può prevenire quasi tutti i decessi per cancro della cervice.

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