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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2002 June;54(3):201-10

lingua: Inglese

The role of p53 mutation in BRCA1-associated ovarian cancer

Rose S. L., Buller R. E.


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Il carcinoma ovarico rimane la neoplasia ginecologica maligna a comportamento più aggressivo e, secondo stime statunitensi riferite al 2002, sarebbe responsabile di 23.300 nuovi casi e di 13.900 decessi. La scoperta del gene BRCA1, avvenuta nel 1994, si è dimostrata di grande interesse nello studio del carcinoma ovarico su base ereditaria. La mutazione del gene BRCA1 conferisce alle donne che ne sono portatrici un rischio pari al 16-42% di sviluppare un carcinoma ovarico durante la vita. Sebbene il BRCA1 agisca come un gene tumorale soppressore, indagini fra loro divergenti hanno dimostrato che la disfunzione del BRCA1 non è di per sé sufficiente a scatenare la crescita neoplastica. Il p53 è un gene tumorale soppressore, che ha mostrato un comportamento alterato nel 50% circa di tutte le neoplasie maligne dell'uomo e nell'80% circa dei carcinomi dell'ovaio. La proteina prodotta dal p53 svolge un ruolo cruciale nella sorveglianza e nella riparazione del DNA al punto di controllo del ciclo cellulare della Gap 1-sintesi (G1-S). Le indagini in cui venivano messi in evidenza l'interazione fra BRCA1 e p53, e il ruolo di questa interazione nella risposta al danno del DNA, hanno condotto molti ricercatori a ipotizzare che la mutazione del gene p53 sia necessaria per l'insorgenza di neoplasie associate al BRCA1. In questa rassegna vengono esaminate le prove che dimostrerebbero l'esistenza di una interazione fra BRCA1 e p53 e viene sottolineato il ruolo cruciale che il p53 potrebbe rivestire nel carcinoma ovarico correlato al BRCA1.

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