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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2002 Aprile;54(2):151-60

lingua: Italiano

Malattia celiaca e abortività

Foschi F., Diani F., Zardini E., Zanoni G., Caramaschi P.


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Obiettivo. Nell'ultimo decennio è apparso evidente come l'espressione clinica della malattia celiaca sia più eterogenea di quanto si ritenesse in passato. In realtà, pur essendo una malattia relativamente frequente (1/170-200), in età adulta essa viene diagnosticata solo in una ridotta percentuale di casi rispetto a quella realmente esistente perchè o si esprime in una forma paucisintomatica e atipica, oppure rimane completamente silente. L'interesse ostetrico verso la malattia nasce da segnalazioni rilevate in donne affette dal morbo celiaco in cui si sono osservate anomalie in ambito ostetrico-ginecologico quali menarca tardivo, menopausa precoce, maggiore prevalenza di infertilità ed abortività riccorente e ritardo di crescita del prodotto del concepimento. L'obiettivo primario della nostra ricerca è stato quello di rilevare l'associazione tra la malattia celiaca e l'aborto ed in particolare valutare se quelle pazienti con aborto spontaneo, talvolta ricorrente, potevano essere affette da una forma atipica o subclinica della malattia.
Metodi. A tale scopo, nel periodo 1997-1998, presso la Clinica Ginecologica e Ostetrica A del Policlinico di Verona, in collaborazione con la Medicina Interna B, è stata eseguita una serie di indagini laboratoristiche, su un campione di 184 soggetti (149 di provenienza dalla Clinica Ostetrica, mentre 35 di provenienza dalla Medicina Interna B, dello stesso Policlinico), quali il dosaggio degli anticorpi anti-gliadina (AGA) ed anti-endomisio (EMA) e delle immunoglobuline sieriche totali. Inoltre, in quei casi in cui l'indagine sierologica risultava di particolare interesse, si procedeva con ulteriori approfondimenti diagnostici mediante gastroduodenoscopia con biopsia a livello della mucosa duodeno-digiunale.
Risultati. Dal campione analizzato, che costituisce un gruppo selezionato, 5 casi su 184 studiati (2,7%), sono risultati positivi per gli accertamenti immunologici degli IgA-EMA. Per ognuno di essi abbiamo il referto istologico della biopsia della mucosa duodenale (quadro bioptico corrispondente alla malattia celiaca). Di questi, 4 casi (2,1%) facevano parte del gruppo di pazienti con storia positiva per abortività spontanea e 1 caso (0,5%) del gruppo controllo.
Conclusioni. Dopo aver analizzato i casi emersi dallo studio e quelli rilevabili dalla bibliografia sull'argomento, riteniamo che l'indagine per l'individuazione per la malattia celiaca debba essere ''ampliata'' alla popolazione a rischio per tale malattia, ossia a quei soggetti che per familiarità o per quadro clinico, in particolar modo a quelle donne con quadro di poliabortività, possono far sospettare appunto una malattia celiaca atipica.

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