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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2002 Aprile;54(2):97-114

lingua: Inglese

Polycystic ovary syndrome. Long term sequelae and management

Legro R. S.


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La sindrome dell'ovaio policistico è una delle più comuni endocrinopatie che si osservano nelle donne ed è contraddistinta da un'anovulazione cronica su base iperandrogenica, in assenza di evidenti fattori causali, quali un'iperplasia surrenalica congenita o una neoplasia secernente androgeni. Le donne che ne sono affette si dimostrano tipicamente insulino-resistenti. La sindrome colpisce il 5% della popolazione femminile. Il difetto genetico alla base del deficit dell'attività insulinica è tuttora sconosciuto. L'obesità è in grado di aggravare la predisposizione alla resistenza insulinica. I criteri diagnostici utili a evidenziare eventuali irregolarità mestruali possono più facilmente identificare le donne insulino-resistenti. Il 40% circa delle donne affette da questa sindrome mostra un'intolleranza al glucosio (sotto forma di ridotta tolleranza al glucosio stesso o di diabete di tipo 2) in risposta a un carico glicidico orale. Per di più, nelle pazienti si rilevano numerosi altri fattori di rischio per malattie cardiovascolari, quali una dislipidemia e un'elevazione degli indici di flogosi circolanti. L'assenza di un meccanismo eziologico ben definito alla base di questa sindrome ha condotto nel passato a prescrivere svariati trattamenti sintomatici, mentre pochi sono stati i tentativi terapeutici volti a correggere tutti gli aspetti dell'endocrinopatia collegata alla sindrome. Recenti terapie in grado di migliorare la sensibilità all'insulina, attraverso la somministrazione di farmaci oppure mediante programmi volti alla perdita di peso o l'esercizio fisico, hanno consentito di limitare le alterazioni endocrine e metaboliche associate alla sindrome dell'ovaio policistico. Numerose indagini randomizzate hanno dimostrato un beneficio terapeutico derivante dall'impiego di farmaci antidiabetici. Ulteriori indicazioni all'impiego di questi farmaci nella prevenzione dell'aborto spontaneo o nel passaggio a un diabete di tipo 2 potranno essere forniti da studi rigorosi.

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