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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2002 February;54(1):15-24

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

IGFBP-3. Espressione e significato prognostico nel carcinoma ovarico epiteliale

Katsaros D., Yu H., Piccinno R., Puopolo M., Rigault De La Longrais I. A., Fracchioli S., Massobrio M.


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Obiettivo. L'Insulin-like Growth Factor Binding Protein 3 (IGFBP-3) è una glicoproteina in grado di legare selettivamente gli Insulin-like Growth Factors (IGFs), potenti mitogeni in diversi tipi di cancro. L'IGFBP-3 può bloccare l'azione dell'IGF impedendone l'interazione con il recettore (IGF-IR). I carcinomi ovarici epiteliali esprimono sia l'IGF che l'IGFBP-3 che l'IGF-IR. Inoltre, sono stati dimostrati alti livelli di IGF-I e di IGF-IR, così come il loro ruolo nel promuovere la crescita del tumore. Al fine di valutare il ruolo dell'IGFBP-3 nell'insorgenza e soprattutto nella progressione del carcinorna epiteliale ovarico, abbiamo valutato i livelli di questa proteina, e li abbiamo quindi posti in relazione con diversi caratteri clinico-patologici, e con la sopravvivenza delle pa- zienti.
Metodi. Abbiamo raccolto campioni di 147 casi consecutivi di carcinoma epitaliale dell'ovaio diagnosticati e trattati presso l'Università di Torino. L'età media delle pazienti era di 55 anni, ed il follow-up medio ha raggiunto i 37 mesi. I livelli di IGFBP-3 negli estratti dei tessuti sono stati valutati utilizzando un kit ELISA disponibile in commercio. Analisi statistiche non parametriche, e regressioni di Cox sono poi state impiegate per effettuare le correlazioni statistiche con diversi parametri clinici e patologici, e con la sopravvivenza.
Risultati. Alti livelli di IGFB-3 sono risultati significamente correlati con alcuni fattori prognostici favorevoli (stadio precoce: p=0,048; citoriduzione ottimale: p=0,007; minimo tumore residuo: p=0,007), ma anche con un ridotto rischio di progressione (RR=0,52; p=0,034). Inoltre è emersa una relazione dose-dipendente tra i livelli di IGFBP-3 e l'aumentata sopravvivenza libera da progressione (p=0,033). Non è stata evidenziata poi alcuna correlazione significativa con la sopravvivenza globale.
Conclusioni. I risultati dello studio suggeriscono quindi che l'IGFBP-3 possa giocare un ruolo importante nella progressione del carcinoma ovarico epiteliale, senza tuttavia avere un valore di fattore prognostico e predittivo indipendente.

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