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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ginecologica 2001 Ottobre;53(5):331-6

lingua: Italiano

La prevenibilità della mortalità perinatale

Colla F., Alba E., Grio R.


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Obiettivo. Con questo studio, mediante una sistematica analisi critica della mortalità perinatale, desideriamo, sulla base delle attuali cognizioni medico-scientifiche, esaminare se oggi esistono ancora delle situazioni di prevenibilità delle morti feto-neonatali, definirle e poi valutarne le possibilità di realizzazione.
Metodi. Il concetto di prevenibilità di morte feto-neonatale si riferisce al numero di individui che avrebbero potuto sopravvivere con migliori cure pre-, intra e post-natali. Si indica in altri termini quale potrebbe essere il numero delle morti evitabili in una situazione sanitaria quasi perfetta e perciò, di rimando, il numero delle morti inevitabili (nessuna prevenibilità).
È opportuno distinguere in questo campo una prevenibilità clinica, quando esistono fattori di prevenibilità al momento di ricovero e comunque nel periodo clinico della malattia ed una prevenibilità extra-clinica quando questi fattori, se potenzialmente esistenti nel periodo preclinico della malattia, vengono a mancare per la gravità del quadro al momento del ricovero.
È stata presa in considerazione, utilizzando i dati delle cartelle cliniche materne e neonatali, i certificati di morte e i reperti autoptici, la mortalità perinatale verificatasi nella Clinica Ginecologica-Ostetrica dell'Università di Torino Cattedra «B» nel periodo 1979-1998, confrontando fra loro, ai fini applicativi nella pratica clinica, i risultati dei due decenni.
Risultati. Il tasso di mortalità perinatale si è ridotto in modo significativo (p<0,01) negli anni 1989-1998: 1,02 vs 1,77%.
Da sottolineare però che tale risultato dipende prevalentemente dalla netta riduzione (oltre il 50%) della mortalità fetale tardiva: 0,43 vs 0,98% (p<0,01).
Anche la mortalità neonatale precoce ha subito una regressione se pur non significativa (0,59 vs 0,79%).
Per valutarne la prevenibilità, la mortalità perinatale è stata sottoposta ad una dettagliata analisi critica delimitandola nella sua evoluzione cronologica: prenatale, intranatale, neonatale precoce.
Nel secondo periodo esaminato, la prevenibilità della mortalità perinatale, se pur modestamente ridotta, persisteva nel 36,35% dei casi. Al riguardo, ai fini applicativi, è importante sottolineare che mentre quella clinica era purtroppo ancora presente (10% circa), quella che prevaleva però in modo assoluto (90% circa) era la prevenibilità extraclinica.
Conclusioni. Si delineano pertanto, sulla base delle attuali cognizioni medico-scientifiche, le direttive di un'assistenza ostetrica medico-specialistica e sociale, necessarie per la lotta mirata contro la mortalità perinatale prevenibile.
Si ritiene che i notevoli recenti progressi della ricerca scientifica di base, specie in campo genetico, possano portare, in un prossimo futuro, un contributo essenziale per circoscrivere e ridurre quel coefficiente di patologia feto-neonatale oggi ancora mal dominabile.

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