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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2001 Giugno;53(3):203-8

lingua: Italiano

Talassemia e gravidanza

Palagiano A., Pace L.


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Nelle pazienti affette da ß talassemia è presente un ritardo di crescita con ritardato sviluppo sessuale, amenorrea, anovulazione e sterilità o ipofertilità.
Attualmente grazie ai progressi in campo pediatrico ed ematologico la gravidanza in donne affette da b talassemia è un evento sempre più frequente.
Le pazienti devono comunque essere sottoposte ad una serie di esami preliminari comprendenti: visita cardiologia con elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, esame emocromocitometrico, glicemia, prove di funzionalità epatica (AST, ALT, gammaGT, fosfatasi alcalina, proteine totali), markers delle epatiti virali e ricerca di anticorpi anti-HIV, dosaggio degli anticorpi antirosolia, dosaggio degli ormoni tiroidei, delle gonadotropine e della prolattina.
In gravidanza si rende necessario aumentare la frequenza delle trasfusioni ematiche in modo da mantenere il valore dell'emoglobina sempre al di sopra di 10 g/dl.
L'assunzione di desferroxamina deve essere sospesa fino al momento del parto, anche se è ancora da stabilire l'eventuale effetto dannoso degli agenti chelanti sul feto. Alcuni esperimenti condotti sui ratti ne hanno dimostrato la teratogenicità; di contro un recente studio riporta il caso di sette donne che hanno partorito neonati perfettamente sani nonostante abbiano assunto la desferroxamina per tutta la gravidanza.
In conclusione grazie alla personalizzazione dei regimi trasfusionale ed alla disponibilità dei farmaci chelanti del ferro nelle donne ß talassemiche la gravidanza sembra essere un evento sempre meno pericoloso sia per la madre che per il feto.

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