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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2001 Febbraio;53(1):29-34

lingua: Italiano

Partorire nell'acqua (Studio comparativo dopo 555 parti in acqua)

Thöni A., Murari S.


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Obiettivo. Questo studio si pone come obiettivo la verifica della qualità delle posizioni alternative per il parto utilizzate nel nostro Ospedale ed in particolare cerca di fornire una risposta in merito ai vantaggi medici offerti dal parto in acqua.
Metodi. Abbiamo effettuato uno studio retrospettivo considerando il periodo febbraio 1997/1 ottobre 2000. Comparando 555 parti in acqua con 320 parti sul tradizionale lettino per il parto (con l'esclusione dei parti operativi con ventosa ostetrica e dei parti podalici) e 125 parti sullo sgabello abbiamo confrontato la durata del parto, l'incidenza di episiotomie e di lacerazioni, l'impiego di analgesici, il valore di pH arterioso ombelicale e l'emocromo in puerperio.
Risultati. Da un'analisi comparativa tra le diverse modalitá di parto è emersa una chiara riduzione della durata del travaglio di parto, in particolare nelle primigravide (n=250) che hanno partorito in acqua. Tale riduzione riguarda esclusivamente il periodo dilatante (360 minuti nella vasca, 445 sul lettino tradizionale e 420 sullo sgabello), mentre la durata del periodo espulsivo non ha presentato variazioni significative (mediamente 30 minuti).
La percentuale di episiotomie nelle partorienti in acqua si aggira intorno all'1%, mentre sul lettino e sullo sgabello le percentuali sono rispettivamente del 20 e del 10%, senza che questo si traduca però in un aumento delle lacerazioni di I grado (24%).
Il perineo è rimasto integro nel 58% delle primigravide, mentre sul lettino tradizionale e sullo sgabello le percentuali sono rispettivamente del 36 e del 43%. Non è mai stato necessario impiegare antidolorifici nelle partorienti in acqua. Il valore di pH arterioso ombelicale, il peso dei neonati e l'emocromo in puerperio non hanno mostrato differenze in nessuno dei 3 gruppi.
Conclusioni. Dallo studio effettuato sono emersi dei chiari vantaggi medici per il parto in acqua: una significativa riduzione del periodo dilatante, nessuna necessità di ricorrere ad antidolorifici e una molto minore incidenza di episiotomie.
Il parto in acqua non presenta rischi per il neonato, purché vengano rispettati i noti criteri di esclusione. Non si tratta di un fenomeno momentaneo, ma va interpretato come parte di un'ostetricia rinnovata, volta a soddisfare i bisogni e le richieste delle donne.
Riteniamo che in futuro i migliori risultati potranno scaturire solo da una collaborazione e una ritrovata armonia tra ostetricia tradizionale e un'ostetricia che tenga maggiormente conto degli aspetti umani.

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