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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2001 February;53(1):13-20

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Complicanze intraoperatorie di 697 isteroscopie operative consecutive

Pasini A., Belloni C.


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Obiettivo. L'isteroscopia operativa, pur essendo una tecnica chirurgica «mini-invasiva» può presentare complicazioni talvolta gravi. La loro esatta incidenza è a tutt'oggi poco nota per gli scarsi lavori presenti in letteratura. La conoscenza di questi eventi avversi potrebbe, almeno teoricamente, prevenirli; infatti gran parte delle più gravi complicazioni dell'isteroscopia operativa possono essere evitate da semplici precauzioni e da una stretta comunicazione intraoperatoria tra chirurgo ginecologo, anestesista e personale infermieristico. Le complicazioni intraoperatorie più importanti sono quelle traumatiche, emorragiche e metaboliche.
Metodi. Dal gennaio 1993 al dicembre 1998 presso la nostra divisione sono state sottoposte ad isteroscopia operativa 697 pazienti: 354 polipectomie endometriali (50,7%), 160 miomectomie (23%), 114 ablazioni endometriali (16,4%) e 69 lisi di setto o sinechie (9,9%). Gli interventi sono stati eseguiti in anestesia generale, previa dilatazione meccanica del canale cervicale, con resettoscopi a flusso continuo, distendendo la cavità con glicina 1,5% o sorbitolo-mannitolo.
Risultati. Si sono verificate 95 complicanze: 12 perforazioni uterine (1,7%), 48 emorragie (6,9%) e 35 intravasazioni (5%); 4 delle 12 perforazioni sono state provocate durante la dilatazione cervicale: gli interventi sono state sospesi senza alcuna conseguenza per le pazienti. Le rimanenti 8, causate dalla punta dell'elettrodo, hanno comportato l'esecuzione di 6 laparoscopie diagnostiche, 1 isterectomia laparotomica ed 1 sutura laparotomica del sigma lesionato. Le 48 emorragie intraoperatorie sono state controllate posizionando un catetere di Foley all'interno della cavità uterina gonfiato con 10-30 cc di soluzione fisiologica. I cateteri sono stati sempre rimossi 12-24 ore dopo l'intervento senza altre conseguenze. Nessuna paziente è stata trasfusa. Infine in 35 casi si è verificato un assorbimento di mezzo liquido superiore a 500 cc. Le pazienti sono state strettamente monitorate in reparto: nessuna sindrome da intravasazione è occorsa. L'incidenza delle complicanze diminuisce negli anni per una maggiore esperienza degli operatori passando da un 24,4% del 1994 ad un 6,7% del 1998. L'emorragia resta comunque la complicazione più frequente, anche se più temibili devono essere considerate le perforazioni (possibile danno ad organi vicini) e l'intravasazione (rischio di sindrome metabolica).
Conclusioni. In conclusione l'isteroscopia operativa è una procedura chirurgica sicura per il trattamento delle neoformazioni endocavitarie. Le complicanze intraoperatorie, pur numerose, sono nella stragrande maggioranza di lieve rilevanza clinica. Essa deve essere, quindi, ancor di più utilizzata non soltanto per la diagnosi, ma anche per la terapia della patologia endouterina.

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