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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2000 November;52(11):485-90

lingua: Italiano

Mutilazioni genitali femminili e legislazione

Bonessio L., Bartucca B., Bertelli S., Morini F., Spina V.


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Il presente articolo prende in considerazione l'aspetto legislativo riguardante le mutilazioni genitali femminili (FGM).
Tale pratica (consistente nella asportazione parziale dei genitali esterni) è molto diffusa in Africa Centrale, soprattutto nel «Corno d'Africa» (Somalia ed Etiopia) ed attualmente coinvolge, in tutto il mondo, circa 130 milioni di donne; anche in Italia se ne contano circa 30 mila fra la popolazione immigrata già dal 1982 il WHO, che condanna tale pratica come lesiva dei diritti e della salute delle donne, propone che leggi e codici professionali la vietino in ogni paese; lo strumento legislativo, anche se insufficiente come unica misura è considerato fattore indispensabile per l'eliminazione delle mutilazioni.
Da tempo alcune nazioni occidentali (Svezia, Gran Bretagna, Belgio e Norvegia), essendo interessate da flussi migratori provenienti da paesi con tradizione mutilatoria, hanno legiferato in merito alle FGM.
In Italia non esiste una legge, ma la mutilazione non è permessa grazie all'articolo 5 del C.C. Nonostante tale articolo, nel nostro paese si sono verificati recentemente diversi casi di mutilazione: questo ha spinto alcuni parlamentari a proporre il 1° dicembre 1999 un disegno di legge al fine di vietare in modo specifico le FGM.
Gli Autori ritengono che lo strumento legislativo potrebbe validamente sostenere il lavoro di prevenzione ed educazione che i medici possono svolgere per salvare le bambine a rischio di mutilazione.

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