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Minerva Ginecologica 2000 November;52(11):447-58

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lingua: Italiano

L’assistenza al parto per le gestanti extracomunitarie presso la Clinica Ginecologica e Ostetrica dell’Università di Verona (1992-1998)

Diani F., Forestieri C., Foschi F., Zaffagnini S., Scollo M., Turinetto A.


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Obiettivo. Lo studio condotto vuole mettere in rilievo il valore numerico e qualitativo della presenza delle gestanti extracomunitarie nel nostro Istituto nel periodo 1992-1998.
Viene dapprima analizzato il quadro generale dell'immigrazione in Italia, con particolare riferimento all'immigrazione femminile, per la quale si prendono in considerazione vari aspetti del fenomeno, tra i quali lo stile di vita, la cultura, la religione, le abitudini del Paese d'origine e l'adattamento in Italia.
Metodi. Sono riferiti i dati delle gestanti che hanno partorito presso l'Istituto (8.972) e sono posti a confronto con le gestanti extracomunitarie (434) che hanno partorito nella stessa Clinica, nel medesimo arco di tempo (1992-1998).
Di ogni gestante extracomunitaria sono stati analizzati i dati, raccolti mediante un'apposita scheda, relativi alle caratteristiche personali d'età, nazione di nascita e quelli più specificatamente anamnestici e clinici, nonché le modalità del parto.
Le gestanti extracomunitarie sono state suddivise in sottogruppi prendendo in considerazione il loro Paese d'origine (Europa dell'Est, Nord Africa e Medio Oriernte, Africa Centrale, Estremo Oriente, America Latina).
Le caratteristiche del parto sono state osservate paragonando tra loro anche quanto emerso dai vari gruppi etnici delle gravide extracomunitarie.
Risultati. Abbiamo rilevato che la percentuale di parti pretermine (24,2% vs 23,1%),quello dei neonati con peso &Mac178; a 1500 grammi (6,9% vs 5,3%) e quella dei tagli cesarei (34,3% vs 27,7%) è superiore nelle gestanti extracomunitarie rispetto a quella dei nati da donne italiane che hanno partorito nel nostro Istituto.
Altre caratteristiche prese in considerazioni riguardano le modalità del parto, e in particolare se è avvenuto spontaneamente (222 casi=51,1%) o se è stato pilotato (63 casi=14,5%), il tempo, l'integrità dei genitali ed eventuali casi di episiotomia, con particolare distinzione in base ai gruppi etnici di appartenenza.
Conclusioni. Vengono formulate alcune proposte in relazione all'attuale condizione dell'assistenza al parto nelle gestanti extracomunitarie in Italia con l'obbiettivo di incentivare il superamento della difficoltà linguistica grazie ad un migliore servizio ambulatoriale e ad una particolare preparazione del personale medico e paramedico di assistenza, per consentire un rapporto con la popolazione immigrata più vicino alle loro abitudini, in un momento tanto delicato e particolare quale è quello della nascita.

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