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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2000 July-August;52(7-8):299-306

lingua: Italiano

Il descensus urogenitale e perineale nel postpartum

Troiano L., Pregazzi R., Bortoli P., Madai M.


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Obiettivo. È noto che il parto vaginale comporta, anche quando evolve in modo apparentemente normale, un'importante sollecitazione meccanica delle diverse strutture muscolo-connettivali che costituiscono il pavimento pelvico e che uno stiramento abnorme delle lamine perineali può essere causa di alterazioni morfo-funzionali non del tutto reversibili. L'integrità delle strutture che costituiscono il «pavimento pelvico» e la «fascia endopelvica» è presupposto fondamentale per il mantenimento di una normale posizione anatomica dei visceri pelvici nelle diverse condizioni funzionali.
Ne consegue che il prolasso dei visceri della pelvi femminile può essere ricondotto al deficit funzionale delle lamine perineali (sistema muscolo fasciale di sostegno) e/o a quello dei legamenti del connettivo endopelvico sottoperitoneale (sistema ligamentoso di sospensione).
Metodi. 537 puerpere sono state sottoposte dopo il parto ad un esame uroginecologico così articolato: raccolta dei dati clinici relativi all'evoluzione della gravidanza e del parto; raccolta dei dati anamnestici relativi al numero degli atti minzionali diurni e notturni, al volume urinario, agli eventuali fattori favorenti ed alle sensazioni periminzionali; esame obiettivo uroginecologico (test pubo-coccigeo, rilevazione di eventuali sinergie muscolari agoniste ed antagoniste, stress test, valutazione e stadiazione del descensus vaginale secondo Baden e Walker; indagini strumentali nei casi di incontinenza urinaria postpartum).
Sono state condotte analisi di regressione logistica semplice in cui il descensus dei diversi segmenti vaginali è stato messo in relazione con i diversi fattori di rischio.
Risultati. L'età materna, la parità, il peso iniziale ed il peso finale, l'incremento ponderale, la durata del periodo espulsivo, l'evoluzione e la modalità del parto, la condizione perineale ed il peso neonatale sono state tutte le variabili intese come fattori di rischio, mentre il descensus di ciascun segmento vaginale, il PC test, l'inversione del comando e la retroversione uterina sono state tutte le «variabili risposta» di cui si è studiata la dipendenza dai diversi fattori di rischio. L'analisi dell'associazione delle diverse coppie di variabili ha fatto registrare correlazione sia di segno negativo che positivo, sia che si considerasse la popolazione totale delle puerpere che quella delle sole primipare.
Conclusioni. Alla luce dei risultati di questa indagine emerge l'importanza di due fattori patogenetici: il fattore tissutale ed il fattore iatrogeno. L'elevata età materna e la multiparità sottolineano il ruolo del fattore tissutale nella patogenesi del danno perineale ostetrico. Relativamente al fattore iatrogeno è interessante rilevare una maggior concentrazione di donne sintomatiche nei casi in cui si è provveduto ad una induzione del travaglio o ad un parto operativo.

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