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Minerva Ginecologica 2000 June;52(6):221-8

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lingua: Italiano

Il rivolgimento cefalico per manovre esterne come possibile trattamento della presentazione podalica del feto

Giusti M., Bertolotti G. C., Nappi R. E., Fignon A., Zara C.


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Obiettivo. La presentazione podalica si manifesta con un'incidenza del 3-4% su tutte le presentazioni fetali al momento del parto e, rispetto alla presentazione cefalica, è maggiormente correlata ad un rischio fetale di mortalità perinatale (con una frequenza da 2 a 5 volte superiore) e si associa prevalentemente a malformazioni fetali, basso peso alla nascita e prematurità. Inoltre, in assenza di un'attenta selezione dei casi, il parto di un feto in presentazione podalica presenta un rischio elevato di morbilità e di mortalità perinatale, superiore a quello che si avrebbe in caso di presentazione cefalica. Si stima che la mortalità perinatale a termine per i podalici sia del 4-5% tra i nati per via vaginale e del 2-4% tra i nati da taglio cesareo (TC). Se si considera tuttavia che il parto operativo addominale è seguito da una più alta morbilità materna e, comunque, da una mortalità perinatale non azzerata, esistono ancora forti dubbi sulla via più indicata per l'espletamento del parto. Il rivolgimento cefalico per manovre esterne (RME) si pone quindi come una valida alternativa, nel tentativo di favorire il maggior numero di parti eutocici.
Il presente studio ha avuto pertanto lo scopo di valutare la reale efficacia di tale manovra ostetrica nel ridurre la frequenza di presentazioni podaliche al momento del parto.
Metodi. Il gruppo di studio comprendeva 67 gravide (età media 29,5±3,8), con feto in presentazione podalica, di età gestazionale biologica media compresa tra 35,8±1,9 settimane, reclutate presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Pavia. Tutte le gestanti sono state sottoposte a tentativo di RME eseguito da un unico operatore (GCB) con la tecnica della capriola anteriore del feto, preceduto in 50 casi da trattamento tocolitico (ritodrina vs isoxsuprina). Sono state considerate le seguenti variabili: quantità di liquido amniotico, età gestazionale biologica, tipo di tocolisi, posizione della placenta, posizione del dorso fetale, parità, varietà del podice ed eventuali patologie degli annessi fetali al momento del parto. Risultati. Il rivolgimento cefalico per manovre esterne ha avuto successo nel 77,6% (n=52) dei casi, mentre si è rivelato un insuccesso nel 22,4% (n=15). Non si sono verificate complicanze, reversioni spontanee ed effetti collaterali materni o fetali e nel 74.6% (n=50) dei casi il parto si è poi espletato per via vaginale, mentre nel 25,4% (n=17) mediante TC (15 presentazioni podaliche, 1 SFA in travaglio di parto con presentazione cefalica e 1 distocia cervicale).
Abbiamo inoltre riscontrato che la quantità di liquido amniotico (x2=15,33; p<0,0000), il tipo di tocolisi (x2=10,04; p<0,007) e la presenza di giri di funicolo al momento del parto (x2=3,98; p<0,045) erano distribuiti in modo significativamente differente, in relazione alla percentuale di successo dell'RME, mentre l'età gestazionale biologica (p<0,045) era significativamente più alta nell'RME rivelatosi poi un insuccesso.
Conclusioni. I nostri dati suggeriscono, pertanto, che l'RME può rappresentare una procedura valida, in grado di ridurre la percentuale di presentazioni podaliche al momento del parto.

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