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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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CASI CLINICI  


Minerva Ginecologica 2000 May;52(5):217-20

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Utilità della diagnostica invasiva in un caso atipico di carcinoma dell'endometrio

Calleri L. F.


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Il carcinoma dell'endometrio ed i suoi precursori si manifestano in genere precocemente con perdite ematiche atipiche: la sua incidenza in presenza di questo sintomo è di circa l'8-10%. Per la diagnosi precoce sono state introdotte numerose tecniche diagnostiche, invasive e non, tutte più o meno affidabili: ciò che manca tutt'ora è un'integrazione delle stesse, al fine di raggiungere un programma di screening che porti a risultati equiparabili a quelli ottenuti per il carcinoma della cervice uterina. Tra tutte le metodiche attualmente in uso per la diagnosi del carcinoma dell'endometrio, l'isteroscopia è l'unica che permette una visione diretta della cavità uterina: inoltre, la possibilità di esecuzione in sede ambulatoriale senza anestesia, il discomfort non elevato per la paziente e le scarse complicanze sono tutti elementi che depongono a favore della tecnica. Viene presentato il caso clinico di una paziente di 71 anni, P 1001, menarca a 13 anni, in menopausa dall'età di 45, affetta da adenocarcinoma dell'endometrio G2-G3 localizzato in sede atipica per la cui incerta diagnosi è stato fondamentale l'utilizzo dell'isteroscopia.

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