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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2000 Maggio;52(5):197-202

lingua: Italiano

Lesioni vulvari da HPV

Micheletti L., Preti M., Bocci C., Bogliatto F., Condello V., Chieppa P


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Le lesioni subcliniche da Papillomavirus Umano (HPV) sono diffusamente conosciute a carico della cervice uterina e sono identificate mediante esame colposcopico dopo applicazione di acido acetico.
Il trasferimento di questa tecnica dal distretto cervicale a quello vulvare ha determinato il riscontro di aree di epitelio bianco definite, per similitudine, lesioni vulvari subcliniche da HPV (VSHPV).
Una rivisitazione critica delle differenti classificazioni cliniche delle VSHPV, del ruolo dell'acido acetico nella diagnostica vulvare, della storia naturale dell'infezione da HPV e delle tecniche di diagnosi istologica e biomolecolare, ha condotto gli Autori alla conclusione che la maggior parte delle cosiddette VSHPV non dovrebbero essere considerate una reale patologia. La presenza di HPV-DNA in queste lesioni subcliniche dovrebbe essere considerata casuale e non causale.
Per evitare inutili trattamenti con rischio iatrogeno in donne con positività per HPV-DNA senza lesioni cliniche macroscopiche, gli Autori consigliano di non applicare il test all'acido acetico in ambito vulvare ed invitano a considerare le VSHPV un artefatto diagnostico anziché una entità clinica vera e propria.

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