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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2000 Maggio;52(5):189-96

lingua: Italiano

La malattia celiaca (Fattore di rischio per la donna in età fertile)

Stazi A. V., Mantovani A.


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In passato la malattia celiaca, ovvero l'intolleranza al glutine, era considerata una malattia rara e tipica dell'infanzia, in cui i sintomi più frequenti erano la diarrea cronica con malassorbimento e il rallentamento della crescita. Tuttavia, oltre a questa forma classica, esistono numerose altre forme cliniche e subcliniche che possono comparire anche tardivamente e senza alcun sintomo intestinale, con manifestazioni a carico, ad esempio del fegato, della tiroide, della cute e degli apparati riproduttivi femminili e maschili. La prevalenza complessiva della malattia celiaca nelle sue diverse forme in Europa occidentale è di almeno 1:300. Lo scopo di questo lavoro è di descrivere e valutare gli effetti della malattia celiaca sulla riproduzione femminile, che possono comprendere menarca ritardato, amenorrea, infertilità e menopausa precoce. Studi epidemiologici dimostrano che oltre alla ridotta fertilità, le donne celiache hanno maggiore rischio di problemi riproduttivi quali l'abortività, basso peso del neonato alla nascita e ridotta durata della lattazione. Mancano studi adeguati per evidenziare un aumento possibile di malformazioni congenite; tuttavia la malattia celiaca induce malassorbimento e quindi carenza di fattori essenziali per la organogenesi quali, ad esempio, ferro, acido folico e vitamina K. I meccanismi patogenetici alla base delle alterazioni riproduttive non sono ancora ben chiariti; tuttavia si sospettano interazioni fra specifiche carenze nutrizionali e i sistemi endocrino ed immunitario. Anche per gli effetti sulla riproduzione delle donne celiache, come per gli altri sintomi associati a tale malattia, la eventuale possibilità di prevenzione o di trattamento risulta essere solo la dieta priva di glutine, che deve essere mantenuta per tutta la vita.

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