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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2000 Marzo;52(3):73-82

 REVIEW

Impatto della neoangiogenesi sulla sopravvivenza delle pazienti con carcinoma della cervice stadio Ib-IIb

Garozzo G., Caragliano L., Consalvo P., Torrisi A. M., Caschetto S.

La sopravvivenza delle pazienti con carcinoma della portio non è sostanzialmente migliorata negli ultimi anni.
Il cervicocarcinoma è caratterizzato da una certa eterogeneità, vi sono infatti pazienti operate che muoiono in pochi mesi dalla diagnosi e dal trattamento ed altre che, invece, vivono più a lungo e vanno incontro alla disseminazione metastatica solo tardivamente.
In questi ultimi anni si è individuato un nuovo fattore prognostico del carcinoma della cervice, la neoangiogenesi, capace di predire la possibile metastatizzazione linfonodale, la sopravvivenza libera da malatia, le recidive e quindi quali pazienti sottoporre a specifiche terapie adiuvanti postchirurgiche.
Questo modello oncogenetico, che mette anche in correlazione l'entità della neoangiogenesi con la metastatizzazione e quindi con l'aggressività tumorale, è stato ben dimostrato nel carcinoma polmonare e nel melanoma cutaneo.
La scoperta microscopica dell'aumentata vascolarizzazione in un tumore potrebbe essere utile come fattore prognostico indipendente in pazienti diversamente considerati a basso rischio.
E' da ritenere dunque che una neoplasia cervicale, che è andata incontro ad un'intensa neoangiogenesi in una fase precoce, può entrare in una fase di rapida crescita, invasione precoce ed aumentata capacità metastatizzante.
La neoangiogenesi, espressa come densità di microvasi all'interno dello stroma del tumore nel carcinoma invasivo della cervice, è predittiva di recidiva di malattia e di mortalità indipendentemente da altri fattori prognostici.
Pazienti con elevata densità di microvasi hanno un rischio aumentato di morire di recidiva.
Riteniamo quindi che la quantificazione della angiogenesi nel tumore primitivo può quindi essere utile nel predire la prognosi delle pazienti con carcinoma della cervice. Oggigiorno la quantificazione della neovascolarizzazione tumorale è anche avvantaggiata dalle procedure di colorazione immunoistochimiche superiori per specificità e per sensibilità alle colorazioni convenzionali.
E' auspicabile che tale metodo sia applicato in maniera sistematica dai patologi in prima istanza nella biopsia per individualizzare le terapie chirurgiche e adiuvanti.

lingua: Italiano


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