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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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NOTE DI TERAPIA  


Minerva Ginecologica 2000 January-February;52(1-2):33-40

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Studio epidemiologico sull’infezione da Chlamydia trachomatis in un campione di donne che richiedono l’IVG trattate con rokitamicina

Carta E., Marletta A., Artuso A., Chiodi S., Consoli R., Fasce V., Paccagnella F., Palmonella G., Spinelli S., Guerini Rocco C.


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Obiettivo. Nelle donne l'infezione da Chlamydia trachomatis è principalmente cervicale, asintomatica, e per questo misconosciuta e non trattata fino a determinare gravi sequele a livello della fertilità e della vita riproduttiva quali la malattia infiammatoria pelvica. I macrolidi si collocano tra le possibili terapie; tra questi la rokitamicina si evidenzia per la spiccata lipofilia, l'elevata capacità di penetrazione intracellulare e l'attività battericida a concentrazioni prossime alle MIC. Scopo dello studio è stato stabilire la frequenza dell'infezione endocervicale da Chlamydia trachomatis in donne che richiedevano la certificazione per IVG e valutare efficacia e tollerabilità della rokitamicina in questa infezione.
Metodi. Venivano ammesse donne di età tra 18 e 40 anni, che richiedevano certificazione per IVG, con tampone endocervicale Chlamydia trachomatis-positivo. Lo studio è stato condotto in accordo con la Dichiarazione di Helsinki e sue revisioni. Le pazienti erano trattate con rokitamicina, 1 cpr da 400 mg al mattino ed 1 alla sera, per os, per 15 giorni; il trattamento iniziava 10 giorni prima dell'IVG, entro 48 ore dal tampone; era previsto il medesimo trattamento anche per il partner.
Risultati. Sono stati valutati 292 casi di IVG mediamente alla IX settimana di gestazione. Ventiquattro donne (8.2%), età media di 27.1 anni±6,1 DS (18-39 min-max), positive per Chlamydia trachomatis al tampone endocervicale, sono state trattate con rokitamicina; in 22 casi è stato trattato il partner. Dopo 40 giorni dall'inizio del trattamento erano negativizzate 22 pazienti (92%); tutti i casi in cui partner si era sottoposto a trattamento si sono negativizzati. Non si è osservato alcun effetto indesiderato e l'accettabilità al trattamento è stata buona/ottima nel 91% dei casi e discreta nel 9%.
Conclusioni. La rokitamicina si conferma uno dei macrolidi più utili ed efficaci nel trattamento delle infezioni sostenute da microrganismi endocellulari, caratterizzato da un ottimo profilo di tollerabilità e da una elevata efficacia microbiologica.

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