Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 1999 Novembre;51(11) > Minerva Ginecologica 1999 Novembre;51(11):445-8

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4784

Online ISSN 1827-1650

 

Minerva Ginecologica 1999 Novembre;51(11):445-8

 CASI CLINICI

La chemioterapia nel trattamento del carcinosarcoma dell'ovaio

Melilli G. A., Di Vagno G., Cormio G., Greco P., Fontana A., Carriero C., Loverro G., Selvaggi L.

Il carcinosarcoma dell'ovaio è una rara neoplasia che costituisce l'1% di tutte le neoplasie maligne di quest'organo. La malattia si presenta quasi esclusivamente agli stadi avanzati, per cui risulta essere a prognosi infausta.
Abbiamo trattato tre pazienti affette da carcinosarcoma (TMMM) dell'ovaio afferrenti alla nostra Unità Operativa. Tutte sono state sottoposte prima a terapia chirurgica e quindi a chemioterapia.
Due pazienti risultavano affette da TMMM eterologo, ed erano rispettivamente allo stadio IV e IIIc; l'altra, affetta da TMMM Omologo era allo stadio IIIc. La paziente allo stadio IV fu sottoposta a 6 cicli di CARBO+IFO+CDDP, second look ed ulteriori 6 cicli con TAX. Dopo 23 mesi fu sottoposta a resezione del sigma per occlusione intestinale. Al 35° mese si ebbe exitus per cachessia ed occlusione intestinale. La paziente allo stadio IIIc eterologo fu sottoposta a 6 cicli di CDDP+EPI+IFO+MESNA ¥ 3 giorni; a 6 mesi dalla diagnosi non presenta segni di malattia.
La paziente allo stadio IIIc omologo, affetta da insufficienza renale cronica e dializzata, fu sottoposta a 5 cicli di TAX e a 11 mesi dalla diagnosi presenta risposta parziale.
Il carcinosarcoma ovarico, per la sua rarità, e quindi per la limitata casistica in letteratura, comporta non poche controversie circa gli schemi di terapia complementare. Contrastanti sono i pareri dei vari Autori circa l'impiego combinato CHT+RT. La sola RT post-intervento sembra non migliorare la sopravvivenza di tali pazienti. La nostra esperienza, con gli schemi terapeutici riportati, confrontati con la sopravvivenza, sembra confermare l'utilizzo di CDDP e di IFO e dare nuovi orizzonti al TAX in attesa di altri dati.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina