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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 1999 October;51(10):379-84

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il servizio di cardiotocografia in gravidanza (Osservazioni sui protocolli operativi adottati in diverse sedi del territorio nazionale)

Cito G., Nofri S.


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Obiettivo. Abbiamo voluto verificare l'esistenza di protocolli operativi e loro eventuali differenze riferiti all'impiego della Cardiotocografia ambulatoriale in gravidanza presso Sedi campione del Territorio Nazionale.
Metodi. Dall'Annuario AOGOI del 1997 sono state scelte con randomizzazione 50 unità operative di ostetricia e ginecologia, alle quali abbiamo inviato un questionario appositamente strutturato allo scopo di avere informazioni sui seguenti punti: esistenza di uno specifico Servizio di Cardiotocografia in gravidanza e sua dotazione organica; accesso dell'utenza e modalità di assegnazione degli appuntamenti; durata e frequenza dei controlli; tipo di refertazione; tipo di cardiotocografi impiegati; gestione delle «urgenze» ed eventuale diagnostica integrata.
Risultati. La maggioranza delle sedi intervistate (64%) dispone di un vero e proprio Servizio di Cardiotocografia, al quale si accede con appuntamento, prevalentemente nelle ore antimeridiane.
Il tipo di utenza è prevalentemente costituito da gravidanze fisiologiche presso il termine. Sono emerse differenze fra Sede e Sede per quanto concerne l'epoca gestazionale del primo controllo e la frequenza dei controlli successivi. Il numero medio di NST antepartali è stato di 3,9 con range molto ampio (1-10). Solo nel 23,5 e nel 12,7% dei casi il controllo cardiotocografico viene richiesto rispettivamente a partire dalla 40a e 41a settimana di gestazione. Nei restanti casi (63,8%) la programmazione dei controlli si colloca fra la 34a e la 39a settimana. La durata media della registrazione cardiotocografica dipende dall'uso o meno di apparecchi computerizzati, in ogni caso la durata più frequente si colloca fra 21 e 30 minuti. L'incidenza di referti dubbi su base annua è risultata maggiore per la cardiotocografia non computerizzata (10,8% vs 7,08%).
Nella maggioranza delle Sedi viene adottato un sistema di refertazione su scheda di valutazione conclusiva allegata al cardiotocogramma e nel 72% dei casi la Struttura dispone di valutazione integrata ecoflussimetrica ed ecografica. La quasi totalità del nostro campione intervistato risolve il problema delle «urgenze» con controlli affidati al personale medico e paramedico del Reparto di Ostetricia.
Conclusioni. La Cardiotocografia antepartale è divenuto ormai un mezzo di controllo assai diffuso anche nella gravidanza fisiologica, tanto che la parte predominante delle Sedi Campione dispone di un vero e proprio servizio ambulatoriale. Presso tali servizi non è stato possibile verificare dei protocolli operativi uniformi e la soluzione di certi problemi gestionali (accesso dell'utenza, sua programmabilità) varia da sede a sede, in rapporto al bacino d'utenza e alla disponibilità di mezzi e di personale.

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