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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 1999 Ottobre;51(10):365-72

 ARTICOLI ORIGINALI

Revisione critica dei risultati colpo-istologici nella patologia cervicale

Lukic A., Musumeci M., Signore M., Sassi M. T., Alò P., Giovagnoli M. R., Vetrano G.

Obiettivo. Questo studio si propone di capire il ruolo della metaplasia squamosa nel determinismo di un certo quadro colposcopico.
Metodi. Su 1406 esami colposcopici di «primo livello», eseguiti su pazienti infertili in attesa delle procedure di riproduzione assistita, 259 sono stati sottoposti a biopsia mirata su aree di trasformazione anormale (ANTZ). I referti istologici sono stati suddivisi in: metaplasia squamosa semplice, metaplasia squamosa+coilocitosi, coilocitosi isolata, condilomatosi, CIN+ HPV, cervicite.
Risultati. Su 259 pazienti sottoposte a biopsia il 95,4% (247 casi) è stato definito colposcopicamente come ANTZ G1 (epitelio bianco sottile, mosaico regolare, puntato regolare, o quadri associati). La metaplasia squamosa semplice, riscontrata nel 42,5% (105) dei casi di ANTZ G1, è stata definita immatura nel 63% dei referti bioptici. Considerando le tre forme di infezione da HPV riscontrate nei 132 casi (53,4%) (condiloma, metaplasia squamosa + coilocitosi, coilocitosi isolata) si è osservato che il condiloma rappresentava la forma più frequente (62%), l'associazione tra coilocitosi e metaplasia il 31% mentre la coilocitosi isolata solo il 7%. In conclusione, nel 42,5% dei casi di ANTZ G1 bioptizzati si è riscontrato un referto istologico definito come metaplasia squamosa, in più della metà dei casi si sono osservate lesioni da HPV, mentre solo nel 2% lesioni squamose intraepiteliali.
Conclusioni. In una popolazione a basso rischio un caso su due di ANTZ G1 è indicativo di metaplasia squamosa. I nostri dati confermano la già nota bassa specificità della colposcopia nel distinguere una trasformazione metaplastica immatura dell'epitelio da una metaplasia con lesioni neoplastiche iniziali.

lingua: Italiano


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