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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 1999 October;51(10):359-64

lingua: Italiano

Valutazione dell'espressione dei proto-oncogeni Ron e Met nei tumori epiteliali ovarici

Fracchioli S., Katsaros D., Maggiora P., Di Renzo M. F., Massobrio M.


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Obiettivo. Il carcinoma dell'ovaio rappresenta la prima neoplasia ginecologica per mortalità, anche per la scarsa conoscenza della biologia di questo tumore, che impedisce una diagnosi precoce ed una terapia efficace. In questo studio abbiamo valutato la presenza ed il significato clinico nei tumori epiteliali ovarici di due oncogeni, Ron e Met, implicati nella progressione del cancro verso lo stadio invasivo.
Metodi. In questo studio sono stati analizzati 48 campioni di tessuto ovarico maligno, 5 di lesioni borderline, 4 di tumori benigni e 2 di ovaio normale. Dal tessuto, prelevato in sede operatoria e conservato in azoto liquido, abbiamo estratto l'Rna, e quindi prodotto il cDna; infine abbiamo effettuato una reazione polimerasica a catena per l'amplificazione dei tratti di genoma codificanti per Ron e Met, per valutare la presenza o assenza dell'Rna messaggero dei due recettori e quindi l'espressione dei due geni. I risultati ottenuti sono stati correlati con parametri anatomo-patologici e clinici, e con la sopravvivenza delle pazienti.
Risultati. Il 56% dei tumori maligni ed il 60% delle lesioni borderline sono risultati positivi per l'espressione del gene Ron, mentre, per quanto riguarda Met, le percentuali sono rispettivamente del 54 e del 60%. La coespressione dei due recettori è stata riscontrata nel 40% delle neoplasie borderline e nel 42% di quelle maligne. Dall'analisi statistica non sono emerse correlazioni significative tra l'espressione dei due oncogeni, i diversi parametri clinicopatologici e la sopravvivenza. È invece emersa una forte correlazione (p=0.001) tra la presenza di uno dei due oncogeni e la contemporanea presenza dell'altro.
Conclusioni. In base a quanto osservato, possiamo affermare che, se il fattore prognostico più significativo nel cancro ovarico rimane, anche in questo studio, il tumore residuo dopo intervento chirurgico di citoriduzione, tuttavia emerge un nuovo dato che pare suggerire un effetto cooperativo tra i due oncogeni in studio nella progressione della neoplasia ovarica epiteliale.

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