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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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  IPONATRIEMIA


Minerva Endocrinologica 2014 Marzo;39(1):27-31

lingua: Inglese

Iponatriemia dopo intervento chirurgico per via transfenoidale

Janneck M. 1, Burkhardt T. 2, Rotermund R. 2, Sauer N. 3, Flitsch J. 2, Aberle J. 3

1 Clinic for Nephrology Hamburg‑Eppendorf Clinical University Hamburg‑Eppendorf, Germany;
2 Department of Pituitary, Hamburg‑Eppendorf Clinical University Hamburg‑Eppendorf, Germany;
3 Department of Endocrinology and Diabetology, University Center for Obesity, Hamburg‑Eppendorf Clinical University, Hamburg‑Eppendorf, Germany


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Gli squilibri idroelettrolitici sono le complicanze più frequenti dopo l‘intervento sulla ghiandola pituitaria. L‘iponatriemia può avvenire in modo isolato o come parte di un modello bi- o trifasico. La frequenza di iponatriemia dopo chirurgia transfenoidale è compresa tra il 2% e il 25% secondo la letteratura. Tuttavia, questi numeri probabilmente sottovalutano la reale prevalenza, poiché l‘iponatriemia lieve non comporta sintomi e misurazione del livello di sodio. Non è stata descritta alcuna associazione tra l’entità del tumore dell‘ipofisi o le dimensioni del tumore e l‘iponatriemia. Pertanto, non esistono predittori per determinare i pazienti con un elevato rischio di squilibri elettrolitici dopo l‘intervento chirurgico. Tuttavia, poiché l‘iponatriemia ritardata si verifica principalmente intorno alll‘ottavo-decimo giorno dopo l‘intervento chirurgico, la misurazione di routine del sodio dovrebbe essere eseguita il giorno della dimissione ospedaliera. In caso di iponatremia sintomatica, è necessario escludere l‘insufficienza della funzione delle cellule corticotrope dell‘ipofisi come diagnosi differenziale principale. In caso di stato euvolemico del paziente, la probabilità pre-test di sindrome da inappropriata secrezione dell‘ormone antidiuretico (syndrome of inadequate antidiuretic hormone, SIADH) è molto elevata e su questa base si può avviare la terapia. In caso di SIADH, le opzioni terapeutiche includono la restrizione di liquidi o terapia con vaptani. Solo in casi gravi, l’infusione di soluzione salina ipertonica è appropriata. Di solito la SIADH dopo intervento chirurgico della ghiandola pituitaria è una condizione autolimitante e cessa entro 2-5 giorni.

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