Home > Riviste > Minerva Endocrinologica > Fascicoli precedenti > Minerva Endocrinologica 2014 Marzo;39(1) > Minerva Endocrinologica 2014 Marzo;39(1):13-26

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,118


eTOC

 

  IPONATRIEMIA


Minerva Endocrinologica 2014 Marzo;39(1):13-26

lingua: Inglese

Gestione dell’iponatriemia nei pazienti neurochirurgici

Kirkman M. A. 1, 2

1 Victor Horsley Department of Neurosurgery The National Hospital for Neurology and Neurosurgery, Queen Square, London, UK;
2 Faculty of Medicine Imperial College London, London, UK


PDF  


L’iponatriemia è comune nei pazienti neurochirurgici ed è associata a morbidità e mortalità significativa. Nonostante il notevole impegno della ricerca finora non si è ancora raggiunta una conoscenza approfondita dei meccanismi fisiopatologici sottostante l’iponatriemia in questa popolazione. Lo scopo di questo articolo è offrire una panoramica della nostra comprensione dell’iponatriemia nei pazienti neurochirurgici, i principi di gestione e le difficoltà affrontate dal medico nella gestione di tali pazienti. Le difficoltà della gestione di questi pazienti comprendono il fatto che: la sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) e la sindrome cerebrale della perdita di sali (CSW) possono effettivamente rappresentare parti dello stesso spettro clinico; la difficoltà di distinguere tra CSW, SIADH e iponatriemia ipovolemica derivante da un normale meccanismo pressorio a causa della somministrazione di grandi volumi di liquido; l’iponatriemia può derivare dagli agenti terapeutici utilizzati in questi pazienti. Il trattamento dell’iponatriemia dipende da fattori quali la patologia neurochirurgica sottostante, se l’iponatriemia è acuta o cronica, e dallo stato di fluido del paziente. La soluzione salina ipertonica è un’opzione comune di trattamento. Altre opzioni di trattamento comprendono antagonisti del recettore della vasopressina 2 e steroidi, ma ampi studi prospettici sono necessari per valutarne adeguatamente l’efficacia e la sicurezza in ambito neurochirurgico. Tra tutte le difficoltà che presenta l’iponatriemia nei pazienti neurochirurgici, forse la più urgente è la necessità di una migliore comprensione dei meccanismi fisiopatologici sottostanti. Solo quando capiremo meglio questo fattore, sarà possibile adottare trattamenti più efficaci per l’iponatriemia in questa importante popolazione.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

matthew.kirkman@gmail.com