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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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Minerva Endocrinologica 2013 September;38(3):321-8

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Campi di applicazione del microinfusore nel trattamento del diabete e implicazioni nell’uso degli analoghi-rapidi dell’insulina

Pitocco D., Rizzi A., Scavone G., Tanese L., Zaccardi F., Manto A., Ghirlanda G.

Diabetes Care Unit, Agostino Gemelli Hospital, Università Cattolica, Rome, Italy


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Obiettivo. Il diabete a causa delle complicanze microvascolari e macrovascolari ad esso correlate, presenta un’elevata mortalità. I pazienti con diabete mellito tipo I (T1DM) hanno un rischio di morte sei volte maggiore rispetto ai soggetti sani. Da quando lo studio DCCT ha stabilito come un trattamento intensivo sia necessario per prevenire le complicanze, molti studi sono stati condotti per comprendere quale strategia terapeutica sia più efficace per raggiungere un compenso metabolico ottimale. Negli ultimi 30 anni l’Infusione Insulinica Sottocutanea Continua (CSII) si è imposta come valida alternativa alla terapia con iniezioni quotidiane multiple di insulina (MDI). Diversi trial hanno dimostrato che, quando confrontata con MDI, il microinfusore raggiunge un miglior controllo metabolico in termini di riduzione dell’emoglobina glicata, di variabilità glicemica, episodi ipoglicemici e miglioramento della qualità della vita. Grazie alle proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche, gli (RAIAs) si sono imposti come miglior tipo di insulina da utilizzare nel microinfusore. L’inizio d’azione veloce e il picco rapidamente raggiunto fanno sì che essi possano simulare al meglio la secrezione pancreatica fisiologica. Il problema più frequente che si riscontra quando si utilizza il microinfusore è l’occlusione del catetere, che può interrompere la somministrazione di insulina. Gli elevati valori glicemici che ne conseguono possono facilmente portare all’instaurarsi di una chetoacidosi, con un elevato rischio per la vita del paziente. Insulina Aspart è un analogo rapido ottenuto mediante sostituzione aminoacidica. È efficace come le insuline lispro e glulisina nell’ottenere un buon controllo metabolico ed è in grado di controllare meglio la variabilità glicemica. Alcuni studi hanno confrontato gli analoghi rapidi anche in termini di stabilità. I dati ottenuti sono controversi. Uno studio in vivo ha evidenziato una maggiore stabilità della glulisina, mentre studi in vitro hanno evidenziato una maggiore sicurezza dell’aspart. In base alle odierne conoscenze non è possibile stabilire quale analogo ad azione rapida sia più sicuro. Il cambio del set di infusione con una frequenza di 48 ore riduce il numero degli episodi di occlusione.

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