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Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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Minerva Endocrinologica 2013 Settembre;38(3):269-79

 ARTICOLI ORIGINALI

Ricorrenza del cancro nel microcarcinoma papillare della tiroide: un’analisi multivariata su 231 pazienti con un follow-up di 12 anni

Pedrazzini L. 1, Baroli A. 1, Marzoli L. 2, Guglielmi R. 3, Papini E. 3

1 Department of Nuclear Medicine,Busto Arsizio Hospital, Varese, Italy;
2 Department of Medical Physics, Busto Arsizio Hospital, Varese, Italy;
3 Department of Endocrinology, “Regina Apostolorum” Hospital, Albano Laziale, Rome, Italy

Obiettivo. Il microcarcinoma papillare della tiroide (MPT) è considerato una malattia comune con una buona prognosi e un basso tasso di ricorrenza, sebbene il prolungamento del trattamento chirurgico iniziale e la necessità di una tiroidectomia di completamento restino ancora oggetto di dibattito. Obiettivo del presente studio è stato quello di valutare i fattori prognostici predittivi della ricorrenza del cancro su un’ampia serie controllata di pazienti con un follow-up prolungato.
Metodi. Un totale di 231 pazienti con MPT sono stati seguiti per un periodo medio di 12 anni (intervallo da 5 a 35 anni). I pazienti includevano 54 uomini e 177 donne, con un’età media al momento della prima diagnosi pari a 45,7±12,7 anni.
Risultati. Al momento della presentazione, 158 pazienti erano privi di metastasi, mentre 73 pazienti presentavano metastasi linfonodali e 1 paziente presentava metastasi ossee. La chirurgia includeva 177 tiroidectomie totali e 54 lobectomie. Ottantaquattro pazienti sono stati sottoposti alla dissezione dei linfonodi e 131 pazienti sono stati trattati mediante la terapia con radioiodio. La malattia si è ripresentata in 15 pazienti (6,5%): 5 casi di ricorrenza locale, tutti nel lobo controlaterale in seguito alla lobectomia, 13 casi di metastasi linfonodali e 2 casi di metastasi polmonari. L’analisi multivariata ha mostrato che due parametri erano predittivi della ricorrenza locale: età <45 anni (P=0,05; RR: 6,9: IC al 95%: da 1,59 a 29,9) ed evidenza di metastasi linfonodali al momento della presentazione (P = 0,03; RR: 3,24; IC al 95%: da 1,17 a 8,55).
Conclusioni. La tiroidectomia totale o quasi-totale sembra ridurre il rischio di ricorrenza locale negli MPT non incidentali. La dissezione profilattica dei linfonodi del compartimento centrale in assenza di metastasi clinicamente evidenti sembra non modificare il rischio di ricorrenza. Negli MPT incidentali privi di multifocalità, estensione extracapsulare o metastasi linfonodali istologicamente documentate, la lobectomia è associata a un rischio di ricorrenza estremamente basso. Il follow-up con l’ecografia del collo sembra consigliabile a intervalli annuali, poiché le ricorrenze possono presentarsi da meno di un anno fino a numerosi anni in seguito alla tiroidectomia. L’ablazione con radioiodio del residuo tiroideo deve essere presa in considerazione solo in pazienti giovani in presenza di tumori multifocali e metastasi linfonodali istologicamente documentate a causa del rischio significativamente più elevato di ricorrenza.

lingua: Inglese


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