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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2013 Marzo;38(1):103-12

lingua: Inglese

Efficacia e sicurezza a lungo termine di liraglutide nella realtà clinica

Ponzani P.

Unit of Diabetology and Metabolic Diseases, Genoa Local Health Unit 3, La Colletta Hospital, Arenzano, Genoa, Italy


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Obiettivo. L’utilizzo sempre più diffuso dell’analogo del GLP-1 liraglutide nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 rende necessaria una valutazione della sua efficacia e della sua sicurezza a lungo termine. Gli obiettivi di questo lavoro sono i seguenti: analizzare le caratteristiche cliniche dei pazienti in cui è stata avviata terapia con liraglutide nella pratica clinica, descrivere gli schemi terapeutici e le associazioni farmacologiche utilizzate, valutare la “durability” di liraglutide dopo due anni di terapia, valutare le variazioni di vari parametri clinici dopo 20-24 mesi di trattamento e identificare un fenotipo elettivo di pazienti in grado di rispondere al meglio a tale terapia.
Metodi. In un ambulatorio diabetologico ospedaliero italiano sono stati raccolti sistematicamente ogni 4 mesi i dati relativi a una popolazione di pazienti trattati con liraglutide in un periodo di due anni. Sono stati valutati i valori medi e le variazioni rispetto al basale di vari parametri: HbA1c, glicemia a digiuno, peso corporeo, BMI, circonferenza vita, pressione arteriosa e profilo lipidico. Sono stati anche valutati gli effetti collaterali e il tasso di interruzione della terapia.
Risultati. Sono stati analizzati 205 pazienti. Liraglutide è stata aggiunta alla terapia ipoglicemizzante in corso nel 39% dei soggetti e usata in sostituzione di un altro farmaco nel 61%. Il trattamento con liraglutide è stato avviato sia in pazienti con breve durata di malattia, inferiore a 5 anni (21% dei soggetti), sia in pazienti con lunga storia di diabete, superiore a 15 anni (32%); è stata utilizzata sia negli obesi sia in soggetti non obesi (38% con BMI ≤30 kg/m2), in vari schemi terapeutici, anche in associazione a insulina (20%). L’ HbA1c media si è ridotta di 1% rispetto al basale ad ogni visita di follow-up, anche se l’entità della riduzione è risultata inversamente correlata alla durata di malattia, verosimilmente in relazione alla conservazione della funzione beta-cellulare. Nonostante ciò, miglioramenti del controllo glicemico clinicamente rilevanti sono stati ottenuti e mantenuti per due anni in tutti i sottogruppi di pazienti, in tutte le diverse classi di durata di malattia, BMI e terapia ipoglicemizzante di associazione. Anche l’efficacia sulla riduzione del peso corporeo e della circonferenza vita è stata mantenuta nel lungo periodo. Il trattamento con liraglutide è risultato inoltre associato ad una riduzione della pressione arteriosa sistolica e ad un miglioramento del profilo lipidico. Gli effetti collaterali, presenti nel 20% dei pazienti durante i primi 4 mesi di terapia, sono scesi al 2% al 20° mese di follow-up. Il tasso di drop-out è risultato del 16,1%.
Conclusioni. Dall’analisi della nostra pratica clinica, il trattamento con liraglutide è risultato sicuro, ben tollerato ed efficace nel ridurre in modo significativo l’HbA1c, la glicemia plasmatica a digiuno e il peso corporeo, con effetti positivi sulla pressione arteriosa sistolica e sul profilo lipidico. I risultati emersi dai trial clinici (programma di studi LEAD) sono stati sostanzialmente riprodotti nel contesto della pratica clinica. Anche se la massima efficacia di liraglutide si ottiene nei pazienti con breve durata di malattia, preferibilmente trattati con metformina, l’utilizzo di questo analogo del GLP-1 ha permesso di ottenere risultati più che soddisfacenti anche in soggetti con lunga durata di malattia, trattati con diversi farmaci o addirittura in terapia insulinica. I miglioramenti del compenso metabolico e la riduzione del peso corporeo si sono mantenuti dopo due anni di terapia, suggerendo una sicurezza e un’ efficacia di liraglutide anche a lungo termine.

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paola.ponzani@asl3.liguria.it