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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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  ENDOCRINOLOGIA E TRAPIANTI DI ORGANI


Minerva Endocrinologica 2012 September;37(3):233-46

lingua: Inglese

Predizione, gestione e prevenzione dell’insorgenza di diabete dopo trapianto d’organo

Gosmanov A. R., Dagogo-Jack S.

Division of Endocrinology, Diabetes, and Metabolism, Department of Medicine, University of Tennessee Health Science Center, Memphis, TN, USA


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Il diabete di nuova insorgenza dopo trapianto d’organo (new-onset diabetes after transplantation, NODAT), o diabete mellito post-trapianto, è una complicanza metabolica frequente del trapianto d’organo. L’incidenza di diabete nei trapiantati è più alta di quella che si registra nella popolazione generale. Le stime parlano di tassi del 9-18% dopo trapianto di rene, del 20-33% dopo trapianto di fegato, del 26-40% dopo trapianto di polmone, e del 29% dopo trapianto di cuore, rispettivamente. In studi retrospettivi, il NODAT è stato associato a maggiori costi per le cure post-trapianto e a un rischio più elevato di rigetto dell’organo trapiantato, infezioni, malattie cardiovascolari, e morte. L’incidenza di NODAT è influenzata sia dai comuni fattori di rischio del diabete di tipo 2 (età, anamnesi famigliare, obesità, infezione da epatite C, gruppo etnico di appartenenza) sia da fattori di rischio specifici del trapianto. La gestione del NODAT è impegnativa in quanto le cure post-trapianto sono complesse e caratterizzate da una molteplicità di variabili, tra cui i programmi di trattamento immunosoppressivo, i farmaci antidiabetici scelti e l’uso ottimale della terapia insulinica. Pertanto, la predizione e la prevenzione del NODAT rappresenterebbe un obiettivo di grande importanza per migliorare la cura dei pazienti dopo il trapianto. Nel periodo precedente il trapianto, per i pazienti a rischio di NODAT dovrebbero essere prese in considerazione modificazioni dello stile di vita, tenendo presente che non esistono studi controllati randomizzati che forniscano informazioni sulle modalità specifiche o la costo-efficacia di questo approccio. Dopo le dimissioni dall’ospedale, nei pazienti che non hanno una storia pregressa di diabete mellito è consigliato un monitoraggio stretto della glicemia per il primo mese, e successivamente controlli ogni tre mesi per tutto il primo anno. Future aree di ricerca comprenderanno la validazione clinica di motori di assegnazione di score per il rischio di NODAT, la validazione di interventi per la prevenzione primaria del NODAT, lo sviluppo di programmi terapeutici immunosoppressivi con effetti diabetogeni minimi, e la definizione prospettica del ruolo del controllo glicemico per la sopravvivenza dell’organo trapiantato e gli outcome cardiovascolari.

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