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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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Minerva Endocrinologica 2012 Giugno;37(2):195-200

lingua: Inglese

Il trattamento con atorvastatina migliora i cambiamenti elettrofisiologici nella polineuropatia diabetica in pazienti diabetici non insulino-dipendenti: uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco

Zangiabadi N. 1, 2, Shafiee K. 3, Alavi K. H. 4, Assadi A. R. 5, Damavandi M. 6

1 Neuroscience Research Center, Kerman University of Medical Sciences Kerman, Iran;
2 Afzal Research Center, Kerman, Iran;
3 Department of Neurology, Kerman University of Medical Sciences Kerman, Iran;
4 Internist, Afzal Research Center, Kerman, Iran;
5 Physiatrist, University of Applied Science Technology of Kerman Welfare, Kerman, Iran;
6 Samen Diabetes Center, Samen-ol Hodjaj Special Disease Center Kerman, Iran


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Obiettivo. Le statine sono largamente utilizzate nei pazienti diabetici. Di recente è stato proposto che esse possano esercitare numerosi effetti benefici sulla funzione vascolare, a prescindere dalla loro azione di abbassamento del colesterolo. Vi sono, inoltre, crescenti preoccupazioni riguardo la polineuropatia indotta da statine in pazienti diabetici. Per quanto ne sappiamo, si tratta del primo studio clinico a esaminare l’effetto dell’atorvastatina su parametri elettrofisiologici nella neuropatia diabetica.
Metodi. Si tratta di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha valutato i parametri della velocità di conduzione nervosa (NCV) dopo una terapia di sei mesi con 20 mg al giorno di atorvastatina.
Risultati. Sebbene vi sia stata una differenza dell’11% nel rapporto di velocità di conduzione motoria-onda F (rapporto M/F) tra il gruppo studiato e quello di controllo, tale differenza non era statisticamente significativa. La velocità di conduzione motoria (MCV) è migliorata in maniera significativa del 5% (P<0,05) mentre l’onda F non ha mostrato significativi deterioramenti.
Conclusioni. Per concludere, il trattamento con statine potrebbe avere un effetto benefico sui cambiamenti elettrofisiologici nella neuropatia diabetica, perlomeno nel breve termine.

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