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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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  ENDOCRINOLOGIA GINECOLOGICA


Minerva Endocrinologica 2012 Marzo;37(1):59-74

lingua: Inglese

Rischio di cancro mammario durante la terapia ormonale: dati sperimentali vs. dati clinici

Ruan X. 1, Seeger H. 2, Mueck A. O. 2

1 Department of Gynecological Endocrinology Beijing OB/GYN Hospital, Capital Medical Hospital, University of Beijing, Beijing, China;
2 Department of Endocrinology and Menopause, Centre of Women’s Health BW, University Women’s Hospital of Tuebingen Tuebingen, Germany


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La crescente evidenza suggerisce che l’aggiunta di progestinici agli estrogeni può aumentare il rischio di cancro mammario. Tuttavia, i nostri dati sperimentali derivanti dalla collaborazione scientifica tra l’università di Tuebingen, Germania, e l’università di Beijing, Cina, che ha confrontato tutti i progestinici disponibili utilizzati nella terapia ormonale e nella contraccezione ormonale, presentano un’elevata evidenza a sostegno dell’ipotesi che potrebbero esservi differenze riguardo al rischio di cancro mammario. Di particolare interesse potrebbe essere la differenziazione tra rischio primario e rischio secondario, cioè tra l’effetto delle cellule epiteliali mammarie maligne e benigne, suggerendo differenze tra il rischio primario e il rischio in pazienti dopo il cancro mammario. Di particolare importanza è inoltre il fatto che, diversamente dal progesterone naturale, l’impatto apocrino dei fattori di crescita stromali e anche alcuni componenti cellulari delle cellule epiteliali mammarie possono aumentare significativamente i tassi proliferativi di alcuni (ma non tutti. progestinici sintetici, il che può condurre a un cancro clinico prima (in contrasto con la terapia di soli estrogeni. che i meccanismi cancro-protettivi possano entrare in azione. Per quanto concerne i dati clinici, gli studi epidemiologici, soprattutto la Women’s Health Initiative (iniziativa per la salute delle donne., finora l’unico studio prospettico controllato con placebo, hanno dimostrato un maggiore rischio con la terapia combinata di estrogeni e progestinici rispetto a quella di soli estrogeni. Tuttavia, fino ad ora gli studi clinici non possono discriminare tra i vari progestinici, soprattutto a causa del numero troppo ristretto di pazienti nei sottogruppi e del fatto che nella maggior parte degli studi sono stati utilizzati o il medrossiprogesterone acetato o il noretisterone. Tuttavia, vi è evidenza che il didrogesterone e il progesterone naturale, probabilmente anche l’utilizzo transdermico di progestinici sintetici, potrebbero avere meno rischi, ma ciò deve essere dimostrato in ulteriori studi clinici.

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Alfred.Mueck@med-uni-tuebingen.de