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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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  ENDOCRINOLOGIA GINECOLOGICA


Minerva Endocrinologica 2012 March;37(1):41-57

lingua: Inglese

Invecchiamento ovarico e implicazioni per la salute riproduttiva della donna

Younis J. S.

Reproductive Medicine Unit, Department of Obstetrics and Gynecology Poriya Medical Center, Tiberias Faculty of Medicine in Galilee, Bar-Ilan University, Israel


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L’invecchiamento ovarico è un fattore estremamente nocivo per il raggiungimento della gravidanza, oltre ad essere associato ad altri problemi per la salute femminile. Obiettivo della presente review è quello di presentare un aggiornamento sui fattori di rischio dell’invecchiamento ovarico, seguito dagli attuali metodi per la sua valutazione e da una panoramica sulle sue attuali strategie di gestione mediante le tecnologie di riproduzione assistita (assisted reproductive technologies, ART). L’invecchiamento ovarico è una condizione governata da numerosi fattori, inclusi quelli medici, genetici, autoimmuni, idiopatici e relativi allo stile di vita. Vi sono numerosi fattori di rischio consolidati e numerosi altri sono attualmente in fase di individuazione. L’ereditarietà ha un’influenza importante sull’invecchiamento ovarico. Diverse strategie e approcci genetici per la valutazione dell’invecchiamento ovarico si sono estesi con rapidità; tuttavia, il raggiungimento dell’obiettivo è ancora lontano. Gli studi di associazione dell’intero genoma sembrano essere quelli più applicabili per il progresso di tale ricerca. Sebbene biomarcatori come l’ormone anti-Mülleriano e la conta dei follicoli antrali (antral follicle count, AFC) sembrino essere i fattori predittivi più affidabili dell’invecchiamento ovarico, nessuno ha dimostrato un’evidenza conclusiva per predire il raggiungimento della gravidanza in ambito ART. Il dibattito continua in merito a quale dei due fattori predittivi sia il più affidabile in ambito ART e non-ART. Sebbene sia stato dimostrato che i modelli multivariati sono predittivi quanto l’AFC, i dati più recenti supportano la nozione che l’inclusione dell’età cronologica e dei marcatori genetici potrebbe aumentare la loro affidabilità. Sono state suggerite numerose strategie per gestire l’invecchiamento ovarico in ambito ART. Nessuno dei protocolli di stimolazione o interventi ART hanno mostrato benefici convincenti per donne affette da invecchiamento ovarico e l’individualizzazione del trattamento è ancora raccomandata. La stimolazione ovarica mediante diversi preparati androgenici si è dimostrata promettente ma sono necessari ulteriori studi controllati e randomizzati per confermare tali scoperte. Tranne che per la donazione ovocitaria, altre strategie ART non hanno mostrato un’evidenza convincente per pazienti con infertilità da invecchiamento ovarico avanzato. Il nuovo sviluppo della vitrificazione ovocitaria potrebbe introdurre opportunità per la preservazione della fertilità in donne a rischio. Ne deriva che un’adeguata valutazione e rilevazione dell’invecchiamento ovarico, utilizzando i biomarcatori attuali o quelli in via di sviluppo della riserva ovarica, potrebbe consentire agli operatori sanitari di raccomandare, al momento biologico appropriato, il raggiungimento precoce della gravidanza o la preservazione della fertilità in donne a rischio.

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