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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Endocrinologica 2012 March;37(1):1-8

lingua: Inglese

Terapie incretiniche nella pratica clinica: dalla “efficacy” alla “effectiveness”. Focus su liraglutide

Ponzani P., Corsi A.

Unit of Diabes Care, Health Local Unit Genoa 3, La Colletta Hospital, Arenzano, Genoa, Italy


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Obiettivo. Liraglutide è un analogo del GLP-1 introdotto in Italia nell’autunno del 2010. La sua efficacia e la sua sicurezza sono state sperimentate nell’ambito dell’esteso “programma LEAD”. L’obiettivo di questo studio era valutare se e in che misura gli outcome ottenuti nella pratica clinica fossero coerenti con i risultati della ricerca.
Metodi. In un ambulatorio diabetologico ospedaliero sono stati raccolti in modo retrospettivo un’insieme di dati (età, sesso, durata di malattia, terapie ipoglicemizzanti di associazione, peso, BMI, circonferenza vita, glicemia a digiuno, HbA1c, lipidi e pressione arteriosa) relativi ad una popolazione di pazienti trattati con incretine. Sono state confrontate le caratteristiche dei pazienti in cui è stata avviata terapia con liraglutide, exenatide o inibitori del DPP-IV (sitagliptin, vildagliptin e saxagliptin) e i tre sottogruppi di pazienti seguiti per almeno otto mesi sono stati analizzati longitudinalmente. Per valutare i trend nel tempo sono stati applicati modelli lineari gerarchici per misure ripetute.
Risultati. Farmaci della famiglia delle incretine sono stati prescritti a 312 pazienti (liraglutide: 130, exenatide: 72, inibitori del DPP-IV: 110). La durata di malattia, i livelli di HbA1c e l’indice di massa corporea (BMI) sono risultati più elevati nel gruppo di pazienti trattati con gli analoghi del GLP-1 rispetto agli inibitori. Liraglutide è stato spesso utilizzato in associazione a sola metformina, mentre exenatide è stato più spesso associato a due o più farmaci. Complessivamente, sono state registrate 20 (15,4%) interruzioni del trattamento con liraglutide, dovute soprattutto a nausea. La percentuale di abbandono del trattamento è risultata superiore nei gruppi trattati con exenatide (31,9%) e con inibitori del DPP-IV (21,8%), nel gruppo exenatide principalmente per effetti collaterali gastrointestinali, nel gruppo inibitori del DPP-IV soprattutto per inefficacia. Dopo 8 mesi di terapia con liraglutide, i livelli di HbA1c sono scesi da 8.1±1.1 a 7.1±0.8 (p<0.0001). La glicemia plasmatica a digiuno è stata ridotta di 37.9±6.2 mg/dl (p<0.0001), il peso corporeo di 4.1±.5 Kg (p<0.0001), la pressione sistolica di 8.9±2.7 mmHg (p<0.001), il colesterolo totale di 8,8±4.1 mg/dl (p=0.04) e i trigliceridi di 24.4±14.6 mg/dl (p=0.07). I pazienti in cui al baseline è stata sospesa la terapia con exenatide o inibitori e avviata liraglutide hanno presentato un’ulteriore riduzione sia dell’HbA1c, sia della glicemia a digiuno sia del peso corporeo.
Conclusioni. L’analogo del GLP-1 liraglutide rappresenta un’efficace e sicura risorsa nella terapia del diabete di tipo 2 sia per i suoi effetti sui target glicemici sia per i suoi effetti positivi extraglicemici sul peso corporeo, sulla pressione arteriosa e sui lipidi, confermando anche nella realtà clinica i promettenti effetti benefici riscontrati nel programma di studi LEAD.

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paola.ponzani@asl3.liguria.it