Home > Riviste > Minerva Endocrinologica > Fascicoli precedenti > Minerva Endocrinologica 2011 Marzo;36(1) > Minerva Endocrinologica 2011 Marzo;36(1):23-39

ULTIMO FASCICOLOMINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,118


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2011 Marzo;36(1):23-39

lingua: Inglese

Terapia cellulare del diabete: dieci anni dopo

Vantyghem M. C., Balavoine A. S., Caiazzo R., Kerr-Conte J., Noel C., Pattou F.

Unit of Endocrinology and Metabolism, Endocrine Surgery and Nephrology Department, Lille University Hospital, Lille, France


PDF  ESTRATTI


Il diabete di tipo 1 è una condizione intrinsecamente instabile in quanto è associata alla perdita sia della secrezione di insulina che della sensibilità recettoriale al glucosio. Le linee guida per il trattamento del diabete di tipo 1 sono diventate più rigide poiché i risultati del Diabetes Control and Complications Trial (DCCT) hanno dimostrato uno stretto rapporto tra microangiopatia e livelli di HbA1c. Le strategie terapeutiche richiedono in primo luogo il trattamento delle cause organiche soggiacenti a questo deficit, unitamente all’ottimizzazione della terapia insulinica mediante infusione sottocutanea continua di insulina e monitoraggio della glicemia. Approcci alternativi possono essere ancora necessari per i pazienti più gravemente colpiti dalla malattia. Negli ultimi dieci anni, il trapianto di isole pancreatiche è passato da un irrilevante 10% di indipendenza dall’insulina a un anno fino all’80%, e potrebbe raggiungere il 50% a 5 anni, al prezzo di effetti collaterali non trascurabili. Tra i potenziali fattori di successo del trapianto di isole, sono fondamentali una sufficiente quantità di isole e bassi livelli di autoimmunità cellulare. Attualmente, i principali punti critici sono la disponibilità di una fonte non limitata di cellule secernenti insulina, e gli effetti collaterali dei farmaci immunosoppressivi. Oggi, il trapianto di isole pancreatiche da solo e il trapianto di isole associato a trapianto di rene sono realizzati in un numero limitato di centri, solitamente nel contesto di trial clinici. Il trapianto di isole pancreatiche dopo trapianto di rene può essere considerato in pazienti affetti da diabete di tipo 1 con nefropatia end-stage, non candidabili a trapianto combinato rene-pancreas. Il trapianto di isole da solo è proposto a pazienti adulti con diabete peptide C negativo, con peso corporeo <80 kg o basso fabbisogno giornaliero di insulina, clearance della creatinina superiore a 60 ml/min, albuminuria inferiore a 300mg/24h e, se di sesso femminile, senza desiderio di maternità. Attualmente e fino a quando non sarà disponibile una valutazione più completa del rapporto rischio/beneficio complessivo a 5 anni e probabilmente a 10 anni, il trapianto di isole pancreatiche resterà una procedura attuabile nell’ambito della ricerca clinica.

inizio pagina