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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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Minerva Endocrinologica 2010 March;35(1):9-16

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Carcinoma anaplastico della tiroide. Aspetti pratici di terapia multidisciplinare e dati emergenti da esperienza pluridecennale derivante da singola istituzione italiana

Baroli A. 1, Pedrazzini L. 1, Lomuscio G. 1, Marzoli L. 2

1 Complex Unit of Nuclear Medicine, Ospedale di Circolo, Busto Arsizio, Varese, Italy;
2 Complex Unit of Medical Physics, Ospedale di Circolo, Busto Arsizio, Varese, Italy


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Il carcinoma anaplastico della tiroide è una neoplasia maligna rara ad elevata aggressività biologica con decorso clinico rapido e letale. In pazienti selezionati una terapia multimodale aggressiva potrebbe limitare la progressione di malattia sia a livello locale che nelle altre sedi. Tuttavia, è poco chiaro se questo approccio migliora la sopravvivenza. In 40 anni di monitoraggio e cura i dati emersi da casistica (48 pazienti) raccolta presso la nostra Struttura complessa di Medicina Nucleare confermano che la presentazione spesso può sovrapporsi a preesistente gozzo nodulare o a massa nodulare a rapida crescita di recente insorgenza. L’età di insorgenza non modifica una scadente prognosi finale e la sopravvivenza risulta più favorevole in pazienti che mostrano un tumore primitivo inferiore ai 6 cm. Per la residua quota di responder alla terapia combinata multidisciplinare si nota una migliore sopravvivenza media (8 mesi vs. 4,6 mesi). La perdita di espressione del NIS da parte delle cellule di carcinoma anaplastico della tiroide rende superflua la terapia radiometabolica con 131 I-Ioduro. Pertanto, dopo un rapido work up clinico e strumentale la nostra esperienza e i dati della letteratura suggeriscono che la terapia di I linea è rappresentata dalla radioterapia esterna associata anche a cisplatino o doxorubicina seguita da terapia chirurgica “curativa” della lesione primitiva nel collo e successiva chemioterapia. Nel caso di metastasi a distanza già presenti all’esordio si propende per chemioterapia seguita da radioterapia esterna e quando possibile da successiva procedura chirurgica della lesione primitiva.

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