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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Endocrinologica 2008 September;33(3):159-67

lingua: Inglese, Italiano

La terapia con testosterone migliora la risposta clinica al trattamento medico convenzionale nei pazienti con quadro di sindrome metabolica combinata a ipogonadismo late-onset

La Vignera S., Calogero A. E., D’Agata R., Di Mauro M., Tumino S., Condorelli R., Lanzafame F., Finocchiaro C., Giammusso B., Vicari E.

Endocrinology, Andrology and Internal Medicine Unit, Department of Biomedic Scieces, University of Catania, Garibaldi Hospital, Catania, Italy


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Obiettivo. Recentemente, la caratterizzazione clinica della funzione gonadica maschile è stata posta in stretta correlazione sul piano patogenetico con le principali variabili costituenti la condizione di sindrome metabolica (SM); probabilmente la concentrazione sierica di testosterone (T) nel maschio è da considerare alla stregua di parametro aggiuntivo pienamente affiancabile a quelli tradizionali. Attualmente il capitolo relativo alla terapia ormonale sostitutiva con androgeni appare condizionato da alcune importanti questioni: 1) chi beneficia realmente della terapia con T?; 2) sono affidabili le attuali metodiche di dosaggio del T?; 3) quali target metabolici e vascolari sono da monitorare in corso di terapia con T?.
Metodi. In uno studio analitico longitudinale, durato 12 mesi, condotto su 60 uomini (età: media 58 anni, range 54-63 anni) affetti da SM e concomitante ipogonadsimo late-onset (LOH), è stata valutata la risposta clinica (assetto androgenico, monitoraggio ambulatoriale non invasivo della pressione arteriosa, studio dell’assetto lipidico, della composizione corporea e della resistenza biologica all’azione insulinica) dopo terapia medica convenzionale (insulino-sensibilizzante e anti-ipertensiva) in seguito a terapia ormonale sostitutiva con Tper via transdermica. Un gruppo di 5 pazienti con SM e LOH non trattato servì come gruppo di controllo.
Risultati. Il gruppo di pazienti trattato con T mostrò un profilo di risposta clinica migliore rispetto il gruppo di pazienti di controllo.
Conclusioni. In conclusione, la determinazione sierica del T serve a caratterizzare meglio il paziente dismetabolico al momento dell’impostazione di una terapia medica di primo livello attiva sul controllo dei principali fattori di rischio costituenti la SM, esprimendo un potenziale ruolo di condizionamento.

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