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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2007 December;32(4):275-95

lingua: Inglese, Italiano

Medicina basata sulle evidenze e interventi farmacoterapeutici efficaci per la prevenzione delle fratture osteoporotiche

Cesareo R. 1, Iozzino M. 1, Alva D. 1, Napolitano C. 1, De Rosa B. 1, Contini S. 1, Mallardo L. 2, Lauria A. 2, Reda G. 2, Orsini A. 3

1 Unit of Internal Medicine S. Maria Goretti Public Hospital, Latina, Italy
2 Unit of Endocrinology S. Pertini Public Hospital, Rome, Italy
3 Unit of Surgery Proteus Medica, Latina, Italy


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L’osteoporosi e le fratture ad essa associate costituiscono un reale e grave problema socio-sanitario di cui solo recentemente si è presa una chiara consapevolezza. Gli Autori effettuano una rivisitazione critica della letteratura inerente il trattamento farmacologico dell’osteoporosi. Viene dato particolare risalto agli studi che evidenzino una chiara riduzione dell’endpoint primario, che, nel caso di questa patologia, è costituito dalla riduzione dell’evento fratturativo. Dalla disamina degli studi clinici presentati, gli antiriassorbitivi ossei alendronato e risederonato risultano essere le molecole con più elevati livelli di evidenza per quanto concerne la riduzione delle principali fratture osteoporotiche, in particolare la riduzione delle fratture vertebrali e di femore. Gli studi di estensione fino a dieci anni, in particolare quelli che hanno visto l’impiego dell’alendronato, rilevano un effetto positivo per quanto concerne il dato densitometrico e un trend favorevole per quanto concerne l’efficacia antifratturativa. L’ibandronato è un altro aminobifosfonato recentemente validato come farmaco efficace per il trattamento dell’osteoporosi per la sua documentata capacità di ridurre significativamente le fratture vertebrali. Anche il ranelato di stronzio, farmaco che sembra esplicare i propri effetti in maniera diversa dai farmaci antiriassorbitivi ossei, costituisce un’altra valida alternativa nel trattamento di questa patologia. Entrambe queste molecole necessitano, tuttavia, di altri studi per valutarne la loro efficacia antifratturativa a lungo termine, in particolare per quanto concerne le fratture femorali. Il teriparatide e la molecola intera, paratormone, infine, pongono la loro indicazione, dati anche gli alti costi, per i pazienti ad alto rischio fratturativo già affetti, quindi, da più fratture vertebrali di tipo moderato o severo.

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